“Bruciate le maglie di Messi!”: la FIFA sospende per un anno il presidente della federazione palestinese

Un paio di mesi fa Jibril Rajoub, il presidente della Federazione Palestinese, prometteva…fuoco e fiamme all’idea che la Pulce potesse prendere parte all’amichevole dell’Albiceleste contro la nazionale israeliana. E ora la FIFA lo ha bandito per un anno dalle manifestazioni ufficiali.

di Redazione Il Posticipo

Se Messi dovesse giocare contro Israele, chiederemo a tutti i tifosi palestinesi di Messi di bruciare le sue magliette, le sue foto e di abbandonarlo“. Così tuonava un paio di mesi fa Jibril Rajoub, il presidente della Federazione Palestinese, all’idea che la Pulce potesse prendere parte all’amichevole dell’Albiceleste contro la nazionale israeliana, che si sarebbe dovuta giocare a Gerusalemme. Alla fine non ce n’è stato bisogno, perchè le polemiche (a livello sportivo e politico) internazionali, ma soprattutto le minacce alla sicurezza della squadra all’epoca di Sampaoli, hanno poi fatto sì che la partita non si giocasse. Ma il presidente federale palestinese non l’ha comunque passata liscia.

SOSPESO PER UN ANNO – L’Agence France-Presse riporta infatti che la FIFA ha bandito Rajoub per un anno dalle manifestazioni calcistiche proprio per le frasi incriminate, le “dichiarazioni, che la Commissione Disciplinare considera come istigazione all’odio e alla violenza, prima dell’amichevole in programma il 9 giugno 2018 a Gerusalemme tra Israele e Argentina, partita poi cancellata“. Una decisione che ovviamente ha suscitato scalpore e proteste ai piani alti della Federazione coinvolta. E l’agenzia di stampa francese riporta anche la risposta del numero uno del calcio palestinese, che annuncia battaglia: “È una decisione ingiusta, e faremo appello“. Una scelta che forse alla FIFA non apprezzeranno, visto l’impegno di Infantino e soci contro la violenza nel calcio.

NIENTE COPPA D’ASIA – L’inibizione impedirà a Rajoub di prendere parte a qualsiasi partita di calcio o competizione per un periodo di dodici mesi in veste ufficiale. A partire, se il ricorso non dovesse andare in porto, dai match di Coppa d’Asia, con il torneo che inizierà negli Emirati Arabi Uniti nei primi giorni del 2019. Una competizione a cui la Palestina si accosta per la seconda volta, dopo l’esordio in Australia nel 2015, con buone speranze di superare il primo turno. Se contro i campioni in carica (la stessa Australia) ci sono poche possibilità, contro Siria e Giordania la squadra, guidata dal giramondo boliviano Julio César Baldivieso, potrebbe ben figurare. Ma con tutta probabilità, lo farà senza il suo Presidente.

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