Brozovic, fischi e fiaschi per una settimana poco epica

Una settimana complicatissima per Brozovic. Prima ceduto, poi mandato in campo da titolare e infine fischiato da un pubblico che non gli perdona più nulla.

di Redazione Il Posticipo

Una settimana molto poco epica. Marcelo Brozovic è uscito tra i fischi di San Siro e non l’ha presa benissimo. Al momento del cambio uno sguardo truce e, prima di accomodarsi in panchina, un calcione a una giacca. Più che rabbia, sembra frustrazione per ciò che poteva essere e invece non è stato.

Brozovic, venduto dall’Inter e scaricato da San Siro

Al netto delle prova insufficiente, Brozovic è spaesato, quasi impaurito di fronte al pubblico di uno stadio che ormai non pensava più di rivedere. In effetti non più di qualche giorno fa la sua permanenza in nerazzurro era appesa a un filo. Spezzato con la cessione, di fatto, al Siviglia, poi riallacciato in fretta e furia da Spalletti che non ha voluto privarsene. Con il Crotone, a mercato chiuso e incassata la fiducia totale e incondizionata dell’allenatore, doveva essere la partita del riscatto. E però, ancora una volta, il croato ha giocato una partita sottotono (eufemismo) meritandosi i fischi di San Siro. Gli interisti ormai non lo sopportano più.

Umore più nero che azzurro

Brozovic non ha mai fatto della continuità un suo punto di forza. La sua genialità è direttamente proporzionale all’umore. Assai più nero che azzurro. A ciò si aggiunga una personalità non eccelsa. Il croato ha un carattere introverso, che non lo aiuta a superare l’impatto con i fischi dell’esigente loggione di San Siro. Uno stadio capace di far tremare le gambe a calciatori molto più forti caratterialmente di questo ragazzo che adesso comincia davvero a soffrire. Il suo è un blocco mentale. Gioca un calcio spaurito e spaventato. Non rischia mai il tocco in verticale, la ricerca della profondità e la giocata che è lecito attendersi. Brozovic si limita alla giocata elementare. Il passaggio a dieci metri. Una scorciatoia per sbagliare il meno possibile ed evitare di convivere con il mormorio del pubblico. Ma anche la scelta peggiore possibile.

E se anche Spalletti ci mette del suo…

Brozovic, giocando in modo così elementare,  perde le sue peculiarità. Diventa un giocatore piatto, prevedibile. E indispettisce ancora di più rispetto a quando non è giornata. Anche Spalletti ci ha messo del suo, consegnandolo in pasto ai tifosi inferociti. E con il Crotone, con ogni probabilità, San Siro lo ha definitivamente messo alla porta. Lo strappo è totale e adesso sarà veramente complicato recuperare un cacciatore ferito soprattutto nella sensibilità. Che senso ha tirarlo giù dalla scaletta dell’aereo, restituirgli la titolarità e levargliela? Spalletti si è complicato la vita. Gestire un giocatore umorale, spaventato dallo stadio e inviso ai tifosi, è una piccola impresa.

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