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Brocchi: “I calciatori sono attaccati per i loro guadagni ma giocare può essere da traino al paese”

L'allenatore del Monza, parla della possibile ripresa del campionato e, al netto delle difficoltà, specialmente in C, ritiene che il pallone debba tornare per fungere da traino.

Redazione Il Posticipo

Brocchi e il Monza. Un campionato dominato, la B a un passo senza poterla raggiungere sul campo. L'ex rossonero ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Argomenti trattati, la ripartenza dei campionati e non solo. C'è spazio anche per qualche ricordo.

ALLENATORE -  Una carriera nata con Galliani. Una coppia ritrovatasi in Brianza. "Ho capito che avrei voluto allenare dopo l'esperienza agli Allievi del Milan. Galliani mi aveva chiamato e non potevo dirgli di no. Al massimo ero in tempo per tornare sui miei passi. Mi sono appassionato, avevo curiosità e ottimi insegnanti dal punto di vista metodologico. Non basta aver giocato. A livello gestionale del gruppo mi rivedo in Reja e Ancelotti. Ho rubato moltissimo anche all'esperienza di Capello in Cina. A livello tattico invece penso che il migliore sia Prandelli. Non voglio scimmiottare nessuno. Ho il mio credo e cerco di portarlo avanti. Devi fa arrivare le tue idee e per riuscirci devi esserne convinto.

MILAN - L'esperienza al Milan non è andata bene. "Non è arrivata troppo presto ma solo in un momento difficile. Non replico neanche più a chi dice che fossi il cocco del presidente. Io sono sempre stato educato e non ho mai calciato una bottiglietta, ma se chiedete a chi ha lavorato con me che quando e se mi arrabbio ho sempre un motivo. Non mi servono sceneggiate e dichiarazioni. Ho perso una Coppa Italia ai supplementari. In generale serve anche il clima giusto e un aiuto diverso. Basti pensare a Simone Inzaghi. Comunque ognuno ha la sua storia e mi costruisco la mia con umiltà".

PROSPETTIVE - La "benedizione" arriva anche da Fabio Capello che lo ha anche spinto al Monza: "Lui non è una persona che fa complimenti. Mi fa molto piacere. Quando mi ha chiamato per andare in Cina per me è stato molto importante. Non ero stato neanche un suo ex giocatore. Io volevo essere un primo allenatore, ma non potevo dirgli di no. Dovevo imparare tutto". Adesso anche Brocchi è a caccia delle prime affermazioni. "La serie C in questo momento è a rischio. Non è la serie A, ma il frutto dell'amore di imprenditori verso la propria città. Credo sia difficile ripartire considerato i costi necessari. In generale però spero che si possa tornare a giocare. i sono le persone atte a valutare se ci siano le condizioni. Ritengo che il calcio possa essere un traino. A volte il mondo è attaccato per i guadagni, ma tutti hanno dimostrato di aiutare. Hanno solo voglia di essere da traino per un paese che vuole ripartire".