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Brasile, l’orgoglio di Dani Alves: “Se sono qui è perché lo merito. E non voglio fallire. Ho una missione”

Brasile, l’orgoglio di Dani Alves: “Se sono qui è perché lo merito. E non voglio fallire. Ho una missione” - immagine 1
L'esterno respinge al mittente critiche e polemiche.

Redazione Il Posticipo

Dani Alves pronto a scrivere la storia. L'esterno se, e tutto sembra che possa essere, scenderà in campo contro il Camerun raggiungerà il secondo posto assoluto agganciando Roberto Carlos. Un traguardo prestigioso, per l'ex calciatore di Barcellona, Juventus e PSG che ribadisce in conferenza stampa di essere pronto e di non aver bisogno di trattamenti di riguardo.

ORGOGLIO

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Dani Alves, come spesso accade, non lascia spazio alle interpretazioni. E fornisce anche una spiegazione sulla sua assenza." Il Brasile ha bisogno di una linea arretrata con caratteristiche spiccatamente difensive e io invece do il meglio in fase offensiva. La mia assenza dipenda dalle caratteristiche della squadra. E in ogni caso la mia presenza è importante per fornire soluzioni diverse. Il commissario tecnico sa cosa posso offrire e mi ha chiamato per questo. A prescindere dai minuti in campo, se sono qui è perché me lo sono guadagnato. In Messico non ero nella mia migliore condizione e con Tite ci siamo parlati stabilendo un patto. Ci siamo fidati l'uno dell'altro. Mi ha promesso che mi avrebbe chiamato se mi fossi rimesso in forma e io ho fatto di tutto per presentarmi nelle miglior modo possibile. E adesso non voglio fallire. Ho una missione da compiere dopo tanta storia scritta con questa maglia".

Brasile, l’orgoglio di Dani Alves: “Se sono qui è perché lo merito. E non voglio fallire. Ho una missione” - immagine 1

CRITICHE

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Le critiche lo infastidiscono ma non lo condizionano. "Se giocassi ancora al Barcellona difficilmente sarebbero nate discussioni legate alla mia convocazione. Mi infastidisce perché non mi fa piacere che la gente parli di me senza conoscere la situazione e quanto sacrifici abbia fatto per essere qui, ma nello stesso tempo non mi tocca  perché si parla di argomenti messi sul piatto da chi non ha molti contenuti. Parlare di me è troppo facile per chi ha voglia di innescare polemiche ed è altrettanto facile per me accettare o no questo tipo di situazione. Preferisco non curarmi di chi agisce così e dare il massimo. Se al Brasile servisse il miglior giocatore di tamburello, sono pronto ad essere il miglior giocatore di tamburello del mondo".