Bradley, attacco frontale a Trump: “Altri quattro anni con lui come presidente sarebbero terribili”

Le tensioni negli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd coinvolgono anche il calcio. A prendere la parola non è un giocatore qualsiasi, ma uno dei simboli del soccer statunitense. Micheal Bradley, ex centrocampista di Chievo e Roma e capitano della nazionale, non le ha certo mandate a dire al presidente Trump.

di Redazione Il Posticipo

Le tensioni negli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd non accennano a diminuire e coinvolgono anche il mondo dello sport. Giocatori NBA ed NFL hanno espresso pubblicamente il loro supporto al movimento Black Lives Matter è anche il calcio dice la sua. A prendere la parola non è un giocatore qualsiasi, ma uno dei simboli del soccer statunitense. Micheal Bradley, ex centrocampista di Chievo e Roma e capitano della nazionale, non le ha certo mandate a dire al presidente Trump. Anzi, in una conferenza stampa online ha decisamente preso posizione anche sulle prossime elezioni elezioni…

LEADERSHIP – “Abbiamo un presidente completamente vuoto, non c’è un briciolo di moralità nel suo corpo. Non c’è leadership. Nè da parte sua nè da parte dei senatori repubblicani che si sono seduti e sono stati suoi complici in tutto quello che ha fatto negli ultimi tre anni e mezzo. È impossibile non comprendere l’importanza delle prossime elezioni. Spero che gli americani possano andare a votare a novembre e pensare non solo a quello che conviene a loro nel loro piccolo. Devono capire che c’è in gioco il futuro del nostro paese”. Non è la prima volta che Bradley attacca Trump. Già ai tempi del divieto di entrata ai musulmani il centrocampista aveva espresso disappunto nei confronti dell’amministrazione del tycoon.

ELEZIONI – E ora, in un momento molto complicato, il capitano del Toronto FC unisce la sua voce a quella della collega Megan Rapinoe, che di recente ha definito Trump un “nazionalista bianco”. Il capitano della nazionale maschile smorza i toni rispetto al Pallone d’Oro femminile 2019, ma rende abbastanza chiara la sua preferenza per il futuro degli Stati Uniti. “Serve che più persone possibile si rendano conto di quello che altro quattro anni con Trump presidente vorrebbero dire, di quanto sarebbero terribili per tante persone. Se vogliamo avere una possibilità di cambiare le cose, di provare a eliminare le ineguaglianze e l’ingiustizia, non possiamo avere Trump come presidente. È molto semplice”. Chissà come la prenderà la Casa Bianca…

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