Bosnia – Italia in tre atti: il record di Evani, l’Ital-Sassuolo e la rivoluzione “spagnola” di Mancini

Tre anni dopo la serataccia che escludeva, per la seconda volta nella storia, l’Italia da una fase finale del Mondiale tutto è cambiato.

di Redazione Il Posticipo

Tre anni dopo la serataccia contro la Svezia che escludeva, per la seconda volta nella storia, l’Italia da una fase finale del Mondiale tutto è cambiato. La serata di Sarajevo consegna al calcio italiano una nazionale ritrovata, che torna fra le prime quattro di un torneo internazionale dopo otto anni. L’ultima volta che gli azzurri si sono arrampicati così in alto, era il 2012 in occasione della fase finale degli Europei di Polonia e Ucraina. La nazionale regala anche alcune “chicche”.

SASSUOLO – Dieci anni fa, il Sassuolo era in Serie B e si salvava a stento dalla retrocessone. Si fa fatica a credere che 10 anni fa, qualcuno avrebbe potuto dire che due calciatori della squadra neroverde avrebbero confezionato un gol della nazionale. Invece, per la prima volta i 110 anni di nazionale è arrivato anche un gol segnato da un calciatore del Sassuolo con un assist di un suo compagno di squadra anche in nazionale.

RECORD – Se non è record assoluto, poco ci manca. Evanu ha chiuso la sua esperienza da CT sulla panchina azzurra con uno score da Guinness dei primati. In tre partite sulla panchina della nazionale ha sempre vinto. E non ha mai subito gol. Otto, i gol fatti, nessuno subito. E la commozione a fine partita tradisce un attaccamento incredibile alla maglia azzurra.

MANCINI – Se il Sassuolo è protagonista in nazionale, il merito è evidentemente anche di Mancini. Il CT ha dato fiducia a 63 giocatori senza guardare provenienza e carta d’identità. E i risultati gli hanno dato assolutamente ragione. 22 gare consecutive senza sconfitte, solo otto gol subiti e sei partite senza subire gol nelle ultime sette. La nazionale non prende gol perché comanda il gioco: il possesso di palla si assesta costantemente sul 60% . Una rivoluzione quasi spagnola, ma ormai è il gioco dell’Italia che si appresta a giocare da protagonista la fase finale del torneo e a guardare con ottimismo al futuro immediato che si chiama Europeo.

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