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Borussia, la maglia europea non piace ai tifosi: dirigenza e sponsor tecnico costretti a scusarsi

ISTANBUL, TURKEY - SEPTEMBER 15: Jude Bellingham of Borussia Dortmund controls the ball during the UEFA Champions League group C match between Besiktas and Borussia Dortmund at Vodafone Park on September 15, 2021 in Istanbul, Turkey. (Photo by Alex Grimm/Getty Images)

L'inizio della Champions League non poteva essere migliore dal punto di vista dei risultati. Non è andata benissimo, però, in ottica... marketing. 

Redazione Il Posticipo

Il Borussia Dortmund ha esordito con grande serenità in Champions League. Trascinato dalle sue stelle, la squadra è  tornata nella Rühr con i tre punti, figli della vittoria per 1-2 in casa del Besiktas. L'inizio della Champions League non poteva essere migliore dal punto di vista dei risultati. Non è andata benissimo, però, in ottica... marketing.  La gioia della vittoria è stata annacquata dalle polemiche generate dalla maglia indeata dallo sponsor tecnico, affatto gradita dagli esigentissimi tifosi gialloneri.

KIT - Il kit, evidentemente,  non è stato del tutto ben accolto dai fan che non hanno affatto digerito uno stile più NBA che calcistico. Lo stemma è relegato in secondo piano e, soprattutto, non è più sul cuore ma è appena percettibile sulla maglia, divenendo così illeggibile. L'idea era di recuperare la stessa tonalità di giallo che aveva caratterizzato l'edizione 1996/1997 quando il Borussia Dortmund si è laureato Campione d'Europa superando in finale la Juventus. Niente da fare. La maglia non è piaciuta per niente ai tifosi.

ISTANBUL, TURKEY - SEPTEMBER 15: Jude Bellingham of Borussia Dortmund controls the ball during the UEFA Champions League group C match between Besiktas and Borussia Dortmund at Vodafone Park on September 15, 2021 in Istanbul, Turkey. (Photo by Alex Grimm/Getty Images)

SCUSE - Quanto basta a spingere lo sponsor tecnico a tornare sui propri passi. L'idea è di rivisitare la maglia, anche se occorrerà un briciolo di pazienza. Carsten Cramer, direttore generale del club, ha preso atto della situazione e, come riportato da Kicker. "Una maglia può polarizzare l'opinione pubblica, ma noi prendiamo molto sul serio le critiche dei tifosi". Anche il direttore esecutivo dello sponsor tecnico, Bjorn Gulden, accetta le critiche e si scusa direttamente con i tifosi. "Siamo molto rammaricati per la situazione creatasi. E vorremmo scusarci con tutti tifosi a cui non è piaciuta la maglia Abbiamo preso sul serio tutti i commenti e li terremo in considerazione". Il dado è tratto, ma il danno... è fatto. Considerando che ogni maglia costa, senza la personalizzazione, qualcosa come 84 euro, e con la stampa del proprio calciatore preferito il prezzo lievita a 97 euro, appare evidente che una idea malriuscita possa pesare, e non poco anche sulle casse del club.