Montella sposta Bonucci sulla destra: fiducia o retrocessione?

In vista del match contro il Napoli, Montella ha provato l’ex juventino come centrale di destra della difesa a tre. Necessità di coprire Insigne o voglia di provare Romagnoli come centrale?

di Redazione Il Posticipo

Non c’è pace per Leo Bonucci. Non fosse bastata la settimana di fuoco in nazionale, con tanto di frattura del setto nasale ed eliminazione dal Mondiale, tra poco si torna in campo. Ad attendere i rossoneri c’è la capolista, il Napoli di Sarri, che al San Paolo vorrà riprendere il discorso con la vittoria interrotto nello 0-0 esterno contro il Chievo. Bonucci, maschera o non maschera, sarà della partita. Il problema è capire quale zona di campo verrà ricoperta dal capitano rossonero. Per carità, niente rivoluzioni copernicane, ma un singolo spostamento che però può significare molto. Montella ha infatti provato l’ex juventino come centrale di destra della difesa a tre.

Bonucci promosso?

L’idea che lo spostamento rappresenti una maggiore responsabilizzazione del capitano in vista del match con il Napoli parte da un presupposto: che Montella abbia (abbastanza comprensibilmente) individuato in Insigne il pericolo pubblico numero uno. A quel punto piazzare Bonucci proprio nella porzione di campo in cui agirà il folletto di Frattamaggiore significherebbe volerne limitare l’incisività. Non certo attraverso la marcatura, perchè, per dirla alla Chiellini, il difensore del Milan si è un po’ troppo guardiolizzato e non fa dell’uno contro uno il suo forte. Ciò che l’Aeroplanino potrebbe voler sfruttare è l’abilità di Bonucci nella lettura difensiva e nell’anticipo, per una chiusura efficace delle traiettorie di passaggio tesa a evitare che Insigne riesca a ricevere molti palloni giocabili. Una specie di marcatura preventiva a uomo, che poi a uomo non è, a cui il capitano del Milan non è abituato ma che potrebbe risultargli semplice, visto il suo bagaglio tecnico e di esperienza.

O Bonucci degradato?

C’è però l’altro lato della medaglia. Spostare Bonucci del centro, che sia per coprire meglio Insigne o no, significa togliergli le chiavi della difesa. Significa esautorarlo, anche solo per un match, del suo ruolo di leader del pacchetto arretrato. Al suo posto è stato provato Romagnoli, che in effetti per caratteristiche ricorda abbastanza il suo capitano e che, prima dell’arrivo a Milano del numero 19, doveva essere il futuro condottiero della difesa rossonera. E, viste le problematiche incontrate da Bonucci nel registrare i movimenti e dei compagni e, più in generale, nel guidare una difesa che spesso si è trovata in palese difficoltà, non è così insensato arrivare a pensare, seppur per un attimo, che quella di Montella possa essere una scelta ponderata e ben precisa.

Non è il momento di fare esperimenti

Ma si può degradare così il leader (più o meno) riconosciuto della difesa e della squadra? Non sarebbe l’idea più saggia per migliorare le cose, sia in campo che nello spogliatoio. Poi magari Romagnoli si dimostrerà un regista difensivo ancora migliore del suo capitano e ciò che nasce come un esperimento (un po’ come Borini esterno a tutta fascia) può diventare la consuetudine. Certo è che Montella correrebbe parecchi rischi nello spostare Bonucci dalla sua posizione abituale. Ha molto da perdere e non troppo da guadagnare da una scelta del genere. Anche se i risultati dovessero dargli ragione, si creerebbe comunque un dualismo imprevisto tra due dei tre centrali titolari. Se invece il tentativo dovesse naufragare, il tecnico scoprirebbe ulteriormente il fianco alle critiche. Anche perchè se c’è una partita in cui forse non è il caso di sperimentare, forse è proprio quella contro il Napoli.

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