Bonaccini: “Non giudico Spadafora. Aprire i centri sportivi una scelta di buonsenso”

Il presidente della Regione Emilia Romagna mostra comprensione nei confronti di Spadafora, ma anche ricordato che il calcio, in Italia, non sia solo un gioco. 

di Redazione Il Posticipo

Stefano Bonaccini mostra comprensione nei confronti di Spadafora, ma anche ricordato che il calcio, in Italia, non è solo un gioco e spiegato i motivi della scelta di aprire i centri sportivi. Il presidente della Regione Emilia Romagna ha parlato ai microfoni de “La Politica nel Pallone” su Rai GR Parlamento. 

COMPRENSIONE – Bonaccini percepisce le difficoltà del Ministro dello Sport. “Credo che Spadafora debba gestire una situazione tutt’altro che banale, per la difficoltà delle decisioni da prendere. Non mi permetto di giudicare. Personalmente mi auguro che il campionato riprenda, anche perché significherebbe che la curva epidemiologica sarebbe in calo, ma non sono un indovino e non so cosa possa succedere. Il calcio muove qualche miliardo di euro, difficile non vedere che sostenga gran parte dello sport italiano e garantisca posti di lavoro. Per questo mi sono sentito di permettere ai calciatori di allenarsi, in piena sicurezza.  Non sono un indovino: mi auguro che si riparta, ma non è certo il mio ruolo dirlo”.

BUONSENSO –  Bonaccini ritiene di aver usato il buonsenso riguardo alla scelta di aprire i centri sportivi. “Credo di aver fatto una scelta di buonsenso  per la tutela dei calciatori. Ho pensato che se Cristiano Ronaldo corresse in un parco a Torino, genererebbe un assembramento di migliaia di persone. Lo stesso ragionamento vale a cascata per tutti gli altri sportivi. Mi sembra dunque molto più sicuro far allenare i giocatori in centri sportivi chiusi: i calciatori si alleneranno e poi torneranno subito a casa”.

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