Bolt, antidoping a sorpresa dopo la doppietta: “Ma fate sul serio?”

Un’ottima partita e poi l’antidoping. Succede spesso, ma non certo dopo un’amichevole e a un calciatore senza contratto. A meno che il calciatore in questione non si chiami Usain Bolt. Che non ha preso bene la sorpresa…

di Redazione Il Posticipo

Un’ottima partita e poi un bell’esame antidoping. Succede a tutti nel mondo del calcio. Beh, magari non è la norma che il controllo avvenga dopo un’amichevole e che coinvolga un calciatore che non è contrattualmente legato a nessuna squadra. Ma di normale non c’è assolutamente nulla quando si parla di Usain Bolt. Il giamaicano, dopo aver realizzato due reti in un match giocato con i Central Coast Mariners, la squadra con cui cerca di ottenere il suo ingresso nel mondo del calcio professionistico, si è visto recapitare una notifica dall’agenzia antidoping australiana. Il che ha abbastanza sorpreso l’uomo più veloce del mondo, come dimostra la story su Instagram che Bolt ha condiviso al riguardo.

D5A81DAC-8D1B-48F6-8479-C00523B755B5

SORPRESA – “Ragazzi, come sapete mi sono ritirato dall’atletica leggera e ora sto cercando di diventare un calciatore professionista, ma guardate qui”, inizia Bolt indicando la notifica riguardo il test anti-doping. “Come è possibile che io debba fare un test oggi? Non sono ancora un calciatore professionista. Ma fate sul serio?”. Sorpresa abbastanza comprensibile, considerando che in effetti il primatista mondiale dei 100 e dei 200 metri piani non ha ancora nè firmato un contratto nè tanto meno giocato una partita ufficiale con la maglia dei Mariners. Solo amichevoli, nel tentativo di convincere la dirigenza a offrirgli una possibilità nel calcio che conta. Ma nonostante ciò…

DUBBI – “Quindi ho chiesto alla signora che mi ha fatto le analisi, ‘Perché mi fate un test antidoping quando non ho ancora firmato per nessuna squadra?’ e le mi ha detto che le hanno spiegato che sono un atleta d’elite e che quindi dovevo sottopormi ai controlli”. Una situazione che ha molto infastidito Bolt, che nella sua carriera ha dovuto più volte affrontare parecchi dubbi sulle sue prestazioni, ma ha sempre professato la sua innocenza, cosa che i test hanno sempre confermato. E comunque nella storia dell’atletica il giamaicano è l’unico ad aver corso i 100 metri sotto i 9”80 a non essere mai risultato positivo a un controllo. E se Bolt non assumeva sostanze vietate in pista, viene da chiedersi perché dovrebbe farlo sul campo, dove tutti corrono…decisamente meno!

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy