Bojan e la lotta contro l’ansia: “Il primo giorno al Barcellona avevo paura anche a prendere una bottiglia d’acqua”

Un giovane in grado di stregare l’Europa intera, relegato, a neanche trent’anni, in Championship. Bojan si racconta all’Equipe, sottolineando i suoi primi anni nel Barcellona, e parlando dell’attacco d’ansia che ha limitato notevolmente la sua carriera.

di Redazione Il Posticipo

Reti a valanga nelle giovanili, il primo calciatore spagnolo di sempre ad aver segnato in cinque grandi campionati europei (Liga, Serie A, Premier League, Bundesliga e Eredivisie). E con maglie importanti, come Barcellona, Roma, Milan e Ajax. A vederla dalla parte dei numeri, la carriera di Bojan Krkic sembra stellare, ma a neanche trent’anni l’ex ragazzo prodigio della Masia, etichettato un po’ troppo presto come “nuovo Messi”, è in Championship con lo Stoke City. I mezzi, però, ci sono sempre stati. A cosa deve dunque il suo declino lo spagnolo, che dieci anni fa era considerato un campione in divenire? All’ansia.

MEDIA – Bojan non ha saputo gestire la fama, come racconta all’Equipe. Un impatto mediatico troppo grande per essere gestito da un calciatore ancora minorenne. A raccontarlo è proprio lo spagnolo: “Al Barcellona ero un calciatore al 100%, ma non ero preparato a sopportare tutto l’impatto mediatico. Ero un giovane di 17 anni che giocava in un club come il Barça, fu un grande shock. Ad ogni modo ogni giorno era un sogno: mi trovavo in uno spogliatoio con gente come Eto’o, Piqué, Iniesta…”. 

REGOLE – A peggiorare la situazione poi, ha contributo anche lo stretto codice di comportamenti da rispettare nello spogliatoio catalano. Non si tratta di un discorso di personalità, che il calciatore, comunque, ha dimostrato di avere, bensì di ‘paura’ nel fare qualcosa di sbagliato: “Per farla corta: nello spogliatoio non facevo nulla. Ricordo il mio primo giorno: ero seduto a cinque metri dalle bottiglie dell’acqua, avevo sete, però non mi alzai per prenderne una. Avevo paura di fare qualcosa di sbagliato”.

ANSIA – Si arriva, alla fine, a scoprire la causa di una carriera sicuramente buona, ma non certo all’altezza di quanto ci si aspettava da un giovane in grado di stregare l’Europa. La svolta, in negativo, arriva nel febbraio del 2008, quando prima di affrontare la Francia con la maglietta della Nazionale spagnola, Bojan accusa un attacco d’ansia e non scende in campo. “Lì è dove iniziò tutto. Sentivo angoscia e ho dovuto fermarmi. Successivamente Aragones mi convocò per l’Europeo, ma decisi di non andare. Avevo bisogno di staccare dal calcio. Non mi pentirò mai di questa decisione”. Da quella scelta, poi, tutto è cambiato. Una carriera, quindi, limitata dall’ansia, per un calciatore portato troppo in alto troppo in fretta, ancora minorenne. D’altronde, essere definito il nuovo Messi, non è certo facile da gestire.

 

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