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Boban, tra Croazia e…Maradona: “Diego si è preso l’anima del pallone. Non mi pento del calcio al poliziotto”

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Zorro Boban, uno senza peli sulla lingua. Il Chief of Football della UEFA ha rilasciato una interessante intervista in cui ha toccato parecchi argomenti. E tra quelli che risaltano di più ci sono la sua storia personale, la Croazia e...Diego.

Redazione Il Posticipo

Zorro Boban, uno senza peli sulla lingua. Il Chief of Football della UEFA ha rilasciato una interessante intervista al Financial Times in cui ha toccato parecchi argomenti. E tra quelli che risaltano di più ci sono la sua storia personale, la Croazia e...Maradona.

CROAZIA - Impossibile, quando si parla di Boban, non menzionare il 13 maggio 1990. Quel giorno, a Zagabria, il croato colpisce con un calcio un agente di polizia durante gli scontri con i tifosi in occasione di Dinamo Zagabria-Stella Rossa. Una scena che è rimasta iconica e che spesso viene riportata alla luce quando si parla delle prime avvisaglie di guerra in Jugoslavia. Ma quel calcione, Zorro lo ridarebbe mille volte. "Non me ne pento per niente. Era una lotta per la libertà contro il regime. E non era contro i serbi, non era contro qualcuno in particolare. È giusto prendere a calci qualcuno? Mai, ma la polizia mi aveva già colpito altre volte. E io li stavo insultando nelle peggiori maniere". Di certo però Boban non si aspettava una guerra. Magari una implosione della Jugoslavia come stato, o una federazione di stati meno centralizzata. "Ero troppo giovane, troppo stupido per capirlo". Poi il Milan e la guerra vista dall'Italia. Una situazione da privilegiato, che non gli ha impedito di pensare a tornare a casa per combattere. "Sì, ci ho pensato". Ma già parlare della situazione, da un palcoscenico importante come quello del calcio, può aver avuto la sua importanza. "Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto, era fondamentale dire qualcosa sulla causa croata".

 (Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

MARADONA - Da calciatore della Croazia indipendente, Boban ha anche uno dei peggiori ricordi della sua carriera: la semifinale di Francia '98 contro i padroni di casa. "Ho commesso l'errore più grande della mia vita in quella partita. Ero il capitano e abbiamo segnato. Ho urlato a tutti: 'Ora dobbiamo essere concentrati'. Un minuto dopo ho perso palla nel peggior punto possibile, a 20 metri dalla nostra porta, e la Francia ha pareggiato. Non me lo perdonerò mai. Questa è la vita. Nei giorni successivi alla partita ho perso due chili, non riuscivo a dormire. E anche oggi non non riesco proprio a superarlo". Meglio pensare a cose più belle. Come i migliori calciatori di sempre.  "Ne metterei quattro: Pelé, Maradona, Messi e Ronaldo il Fenomeno. Ma uno è il più grande di tutti, è Maradona. E sai perché? Se Ronaldo, Pelé e Messi hanno toccato l'anima del pallone, Maradona quell'anima se l'è presa. Il suo calcio di punizione col Napoli contro la Juventus è il gol più bello della storia. Come abbia calciato il pallone, nessuno lo capirà mai. Abbiamo provato a rifarlo in allenamento, ma ci è soltanto venuto da ridere". Perchè in fondo, il calcio è felicità...