Boateng si racconta: “Galliani mi dedicava le canzoni. Voglio aiutare i giovani a non sbagliare come me…”

Il giocatore del Monza fra passato presente e futuro.

di Redazione Il Posticipo

Kevin Prince Boateng si racconta. Il calciatore del Monda è stato intervistato sul canale social della Lega B e ha parlato della sua esperienza nel campionato cadetto, ripercorrendo anche la sua carriera.

MONZA – La B è l’ennesima esperienza di una carriera ricchissima di passaggi. Qualcuno anche a vuoto. “Sono a Monza perché Galliani mi chiamava ogni giorno, mi dedicava le canzoni. Mi ha corteggiato e mi ha convinto. Questo campionato non è facile per nessuno, non ci sono risultati scontati. Poi contro il Monza tutti fanno la partita della vita”. In Brianza dopo Milan e Barcellona. “In Catalogna nel giorno della mia presentazione c’era un filmato in cui segnavo un gol con il Milan. Speravano che li avrei fatti sorridere, dopo averli fatti piangere. Las Palmas invece mi è servita molto. Era un momento in cui mi serviva una pausa per ricaricare le pile”.

CARRIERA  – L’Italia, però resta il paese preferito: “Si sta bene, e non solo per il cibo. Mi spiace solo non vedere gli stati pieni e la passione dei tifosi”. Inevitabile, soddisfarne le curiosità: “Amo la musica, ma non sarà mai il mio lavoro. Ho girato tante squadre, ho legato con molti compagni ma soprattutto con Rakitic. Ho fatto gol in tutte le competizioni in cui ho giocato, diciamo che i gol che ho sognato li ho realizzati, sarei folle a sognare qualcosa di diverso. Non ci sono squadre particolari a cui vorrei segnare, per uno come me l’importante è segnare e farlo per aiutare la squadra. Ho smesso di festeggiare con le capriole, l’ultima volta che l’ho fatta ero al Beşiktaş e ho capito che forse era meglio smettere. Adesso festeggio mimando la M di mio figlio”.

FUTURO – A proposito il ragazzo ha talento. “Mi sembra molto più forte di me alla mia età. Vederlo mi ha spinto a immaginare il futuro. Quando smetterò proverò ad aiutare gli altri calciatori, per evitare che commettano gli errori che ho commesso io. Non so quale possa essere il ruolo, se procuratore, agente, non lo so. L’unica certezza è che voglio aiutare gli altri”.

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