Boateng e un’adolescenza…particolare: “Da giovane ero pazzo, ero il boss del mio quartiere…”

Boateng e un’adolescenza…particolare: “Da giovane ero pazzo, ero il boss del mio quartiere…”

Crescendo si matura. E quando come Boateng si arriva a 32 anni, è ora di pensare al futuro. Ma il suo arrivo al Barcellona lo costringe in qualche modo a pensare al presente. E anche al passato. L’ex calciatore di Milan e Sassuolo racconta la sua giovinezza a La Vanguardia…

di Redazione Il Posticipo

Crescendo si matura. E quando si arriva a 32 anni, per un calciatore, è ora di pensare al futuro. Per quello, Kevin-Prince Boateng ha le idee abbastanza chiare: vuole fare il procuratore e l’ha raccontato a più riprese. Ma il suo arrivo al Barcellona, alla corte di Messi, lo costringe in qualche modo a pensare al presente. Al Clasico contro il Real, alla Champions League che torna a breve. Ma anche al passato. E l’ex calciatore di Milan e Sassuolo racconta la sua giovinezza alla testata catalana La Vanguardia. Si parla di cibo, di soldi, ma anche di razzismo. E come sempre, Boateng non è mai banale.

IL BOSS – Un’adolescenza vissuta a Wedding, sobborgo di Berlino molto popolato da immigrati. Una zona in cui si deve crescere subito. Per fortuna arriva il pallone… “Quando ero giovane ero pazzo. Quando avevo diciotto anni ero il boss del mio quartiere, perchè ero quello che avevi i soldi”. Del resto, nel 2004 il diciassettenne Prince era già aggregato alla prima squadra dell’Hertha Berlino, con cui ha esordito l’anno successivo. “Poi ho avuto un figlio e comunque se non diventi maturo, non puoi arrivare a giocare in squadre come il Milan e il Barcellona”. Risultati ottenuti, certo, ma in mezzo ci sono tante squadre e tante storie particolari. Perchè non è che si matura…dal giorno alla notte.

CIBO – Come quando a vent’anni Boateng si ritrova a Londra, a giocare con il Tottenham. Una città piena di possibilità, che per un ragazzo può essere croce e delizia. “Adesso peso 83 chili, ma sono arrivato fino a 95. Quando ero a Londra avevo vent’anni e a quell’età si pensa solo alle feste. E quindi mangiavo male… Quando sei giovane se non giochi non fa niente, perchè hai i soldi e gli amici ti dicono che sei un fenomeno”. Meglio sfuggire a questi problemi. Uno a cui non si può sfuggire, però, è il razzismo. E lo dimostra l’episodio di Busto Arsizio con la maglia del Milan. Qualcosa che ancora fa male a Boateng. Se dovesse succedere di nuovo? “Per me, è tutto chiaro. Se mi succede, me ne vado e chiedo alla mia squadra di uscire con me”. Perchè Boa è maturato. Il mondo del calcio, forse no.

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