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Boateng: “Dopo il Milan potevo andare allo United, ma ho scelto lo Schalke. Da Ibra ho imparato che…”

VILLAREAL, SPAIN - APRIL 02: Kevin-Prince Boateng of Barcelona looks on in front of the bench prior to the La Liga match between Villarreal CF and FC Barcelona at Estadio de la Ceramica on April 02, 2019 in Villareal, Spain. (Photo by Manuel Queimadelos Alonso/Getty Images)

Che Kevin-Prince Boateng avrebbe potuto fare di più nel mondo del calcio, sono convinti un po' tutti. Peccato per alcuni comportamenti, che gli hanno precluso risultati migliori. Un qualcosa di cui è consapevole lui stesso.

Redazione Il Posticipo

Che Kevin-Prince Boateng avrebbe potuto fare di più nel mondo del calcio, sono convinti un po' tutti. Molti degli allenatori che lo hanno avuto in squadra hanno sempre avuto parole al miele quando si parlava di talento e di mezzi fisici. Quando però l'argomento diventano i comportamenti, qualcuno da ridire ce l'ha. E persino...lui stesso è d'accordo, come conferma in un'intervista rilasciata al sito dell'Hertha Berlino, la sua squadra attuale, che in realtà è anche quella in cui è cresciuto. E da cui è partito per un viaggio nel mondo del calcio pieno di maglie diverse, di soddisfazioni, ma anche di critiche.

HERTHA E MILAN - I primi tempi all'Hertha sono quelli di cui il Boa ha un ricordo più piacevole. "Avevo vent'anni, ero titolare e le cose andavano bene. Ero a casa mia, la mia famiglia era qui". Poi però arriva il Tottenham, un'esperienza che Boateng non rimpiange, ma che forse gli ha precluso altre cose. "Sarei dovuto rimanere all'Hertha altri due o tre anni, forse sarei diventato un calciatore della nazionale tedesca". Invece per lui comincia un giro del mondo che lo porta anche a Milano, con la maglia rossonera. "A un certo punto sono diventato intelligente. È iniziato tutto al Milan, giocavo con stelle del calcio mondiale e ho cominciato a imparare da tutti".

IBRA E SCHALKE - In particolare da qualcuno... Un certo Zlatan Ibrahimovic. "Da lui ho imparato tanto, soprattutto il fatto di lavorare tanto. Devi avere la voglia di fare più degli altri, perchè nel mondo del calcio tutti quanti hanno talento. Ma quello che ti porta davanti a tutti è la voglia di fare". Dopo il Milan, un grande errore: il ritorno in Germania, ma non con la maglia dell'Hertha. "Nel 2013 ho avuto l'opportunità di andare al Manchester United, ma ho scelto la Bundesliga. E avete visto tutti quello che mi è successo allo Schalke". Ovvero, due anni e mezzo di presenze scarse, per poi continuare a girare tra Italia, Germania, Spagna e Turchia. Ma chissà cosa sarebbe successo...se avesse cominciato prima a imparare.