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Boateng: “Con Montella non ci siamo capiti. De Zerbi mi ha restituito voglia di giocare. Berlusconi mi ha convinto a tornare in un minuto”

La vecchia conoscenza del calcio italiano ha ancora voglia di calcio e di mettersi in discussione. E parla un po' di tutto spaziando fra presente, passato e futuro. E rivela qualche inedito...

Redazione Il Posticipo

Il Boa ha ancora voglia di calcio. L'ex calciatore della Fiorentina ha parlato ai microfoni di Sky Sport, ospite della trasmissione "Calciomercato l'Originale" parlando di presente, passato e futuro. Kevin Prince Boateng è l'essenza dello spirito libero applicato al calcio. Allegro, scanzonato, creativo. Personalità dentro e fuori dal campo: a metà fra un rapper e Big Jim. "Gioco a calcio, ma porto quello che vivo al campo. Voglio e amo la libertà. Quando mi alleno, quando gioco. Vivo così. Mi piace divertirmi, ho uno spirito di un bambino che non riesce a uscire dal mio corpo. Ho scelto il Ghana perché non andavo bene per la Germania. Facevo e dicevo sempre quello che volevo".

MILAN - Per convincerlo a tornare al Milan, è servito Berlusconi. Alla villa di Arcore. "Mi chiamava "figlio mio" e poi mi ha chiesto perché non tornassi. Era già fatta, avevo deciso. Lui mi vedeva come prima punta. Poi però ha deciso Allegri, che mi ha aiutato molto anche nei movimenti in campo". Anche perché c'era Ibra. "Con lui ci siamo capiti subito in campo. Mi dava tanti palloni era perfetto per me, creava spazi e regalava assist. Certo, criticava tutti, ma ti stimolava a fare meglio.  Rangnick può dare tanto al Milan è una persona molto intelligente, si vede cosa ha costruito. Se impara in fretta l'italiano può essere molto molto importante per la società e aiutare la squadra".

RIMPIANTI  - Il calciatore è in prestito in Turchia ma aveva scelto la Fiorentina. Ha rinunciato alla Germania. Poi il rapporto con Montella non decolla. "Un giocatore per rendere al 100%  deve dipendere da tanti fattori, Firenze era la piazza giusta. Tifosi caldi. Si aspettavano tutti gol o assist ogni settimana. C'era pressione, ma io giocavo poco. Sono ancora molto arrabbiato. In Viola non hanno visto il vero Prince. Con Montella non ho avuto grandi rapporti, ma non ci siamo capiti. Lui aveva sempre questa idea di gioco del centravanti che veniva incontro, non potevo farlo".

SASSUOLO - Boateng ha sempre vissuto tutto con leggerezza, ma è anche un gran professionista. "Quando ho giocato con l'Inter ero già del Barcellona. Sapevo già di andare via, ma ho voluto giocare e prendermi qualsiasi rischio per rispetto del tecnico. E volevo far bene per lui. Avevo una pressione enorme. Ultima con il Sassuolo, il Barcellona che mi guardava, la voglia di rendere felice De Zerbi. Lui è il migliore mi ha restituito voglia di giocare al calcio, è uno dei più forti".