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Berbatov: “Avevo promesso di tornare e aiutare il calcio bulgaro. Lo devo a me e al mio paese”

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L'ex attaccante pronto a candidarsi alla Federcalcio.

Redazione Il Posticipo

Berbatov si propone come presidente della Federcalcio della Bulgaria. La sua nazionale, capace di arrampicarsi fra le prime quattro al mondo è un lontano ricordo. La nazionale fatica con Gibilterra e non riesce a qualificarsi alla fase finale di un torneo internazionale dall'Europeo del 2004. L'ex centravanti ha parlato skysports.

IMPEGNO CIVICO

L'ex attaccante dello United ritiene che il suo sia un impegno prima civico che sportivo: "Lo considero un dovere verso me stesso e verso il popolo bulgaro. La mia vita consiste nel girare il paese, parlare con le persone e scoprire quali sono i problemi e come risolverli. Si tratta di mostrare loro che il cambiamento è qui ed è necessario. Se torno a guardare indietro e penso ai problemi di una volta, li ritrovo ancora, ma più grandi. La mia missione ora è correggere quegli errori in modo che le generazioni più giovani che verranno dopo di me non soffrano come ho fatto io". Inevitabile parlare del razzismo: "Non è stato fatto nulla per educare e impedire che accada di nuovo. Nessuno sta lavorando per trovare una soluzione a questo problema. Il razzismo è uno dei maggiori problemi nel calcio mondiale, ha bisogno di essere affrontato con programmi educativi, divieti e punizioni. Adesso le sanzioni sono ridicole".

LAVORO

La ricetta per essere eletto si riassume in una parola: lavoro. "Sono determinato e appassionato, come quando ero un giocatore di football.  Ora la mia ossessione è cercare di modernizzare il calcio bulgaro. Nella vita come nel calcio, a volte hai degli ostacoli. A volte superi facilmente quegli ostacoli e a volte è difficile. In campo l'ho fatto sembrare facile, ma solo perché mi sono allenato molto. E adesso devo ripetermi. Lo devo al calcio bulgaro. In passato ho detto che un giorno sarei tornato. Quel giorno è adesso. Proverò a farlo e alla fine ci riuscirò. Questo è il mio dovere, anche perché in Bulgaria non abbiamo dimenticato come si gioca a calcio. Vedo le partite, il talento c'è sono le infrastrutture che impediscono al sistema  di andare avanti. Voglio rivedere la nostra nazionale qualificarsi per un torneo importante. Voglio vedere i giovani giocatori andare nei grandi campionati e e avere successo. Voglio vedere il calcio di base sviluppato per produrre buoni giocatori e buoni esseri umani. È una sfida importante, ma sono abbastanza sicuro di potercela fare".