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Benatia punge Guardiola: “Non gli interessa il lato umano. Ti dice ‘fai questo, fai quello, ma non siamo qui per diventare amici'”

Lex difensore dice la sua su Guardiola. Che lo ha espressamente richiesto al Bayern Monaco e che, quando l'ha avuto a disposizione, gli ha subito fatto capire una cosa: il catalano pensa solo al calcio.

Redazione Il Posticipo

Nella sua intervista a RMC Sport, Mehdi Benatia non ha parlato soltanto di Cristiano Ronaldo. Tra un aneddoto e l'altro sul portoghese, l'ex difensore di Roma, Bayern e Juventus ha avuto anche modo di dire la sua su uno dei tecnici più importanti del mondo. A volerlo a Monaco di Baviera è stato infatti Pep Guardiola. Che lo ha espressamente richiesto alla società e che, quando l'ha avuto a disposizione, gli ha subito fatto capire una cosa: il catalano pensa solo al calcio. Un qualcosa che ha molto colpito il marocchino, che spiega la differenza tra Guardiola e alcuni degli allenatori con cui ha lavorato.

LATO UMANO - "È la mia opinione, ma molti sono d'accordo con me. Guardiola è una persona che non dà molta importanza al lato umano. Lui dice di essere fatto così, perchè in passato ha avuto molte delusioni. Mi ha detto: 'Ti ho comprato, ti volevo, hai questa qualità e quest'altra qualità. Ho bisogno che tu faccia questo o quello, ti insegnerò questo e quello, sei qui per fare quello che dico io ma non siamo qui per essere amici." Un modo di porsi che in effetti molti calciatori che hanno lavorato con Guardiola hanno confermato. E di certo molto diverso da quello a cui Benatia era abituato in Italia. "Arrivavo dalla Roma con Rudi Garcia. Non eravamo amici, ma avevamo un ottimo rapporto. La stessa cosa all'Udinese con Guidolin. Ma con Pep no".

GENIO - Ciò però non toglie che da un punto di vista del lavoro il catalano non fosse sublime. "Ti fa vedere come posizionare il corpo, come controllare il pallone affinchè le tue spalle siano totalmente orientate verso il gioco. Tatticamente lotterà sempre per avere la superiorità nel centro del campo, è uno che vuole giocare. Con lui in due anni mai fatto uno scatto. Forse è il migliore al mondo a livello tattico. Avevo 28 anni, credevo di sapere molto di calcio quando sono arrivato al Bayern. Ma ogni giorno avevo l'impressione di imparare una nuova sfaccettatura del gioco". Anche su questo, molti sono d'accordo. Persino se alla fine con Pep non sono diventati amici.