Belotti in crisi, il Gallo non canta più?

La partita casalinga contro il Chievo ha confermato il periodaccio del Gallo. Solo tre reti per lui in Serie A, nonostante Mihajlovic sia tornato al 4-3-3 anche per aiutarlo a ritrovare il gol.

di Redazione Il Posticipo

All’inizio sembrava un problema di modulo. Il passaggio dal 4-3-3 dello scorso anno ad un 4-2-3-1 pareva aver reso meno incisivo sia il Torino che il suo bomber. Ventisei reti in Serie A nella scorsa stagione, uno score impressionante che aveva reso Andrea Belotti il più prolifico attaccante italiano. Gran continuità di rendimento, più di qualche marcatura multipla, ma soprattutto l’impressione di aver trovato un bomber completo, capace di rendere in area di rigore con frequenza, ma anche fondamentale per il lavoro oscuro in favore della squadra. Pressing e copertura, garra e gol. Il numero nove che ogni allenatore vorrebbe.

Il momentaccio di Belotti, tra infortunio e involuzione

Ora però il Gallo non canta più, almeno non con la frequenza della scorsa stagione. Solo tre reti per lui in Serie A, a cui si aggiunge una doppietta nel facile 7-1 al Trapani in Coppa Italia. Tutte, tra l’altro, realizzate tra la metà di agosto e quella di settembre. Certo, di mezzo c’è stato un fastidioso infortunio, di cui Belotti pare subire ancora i postumi, anche a giudicare dalle prestazioni in maglia azzurra. Nella gara di andata contro la Svezia il granata si è pestato i piedi con l’ex compagno di squadra Immobile, in quella di ritorno è entrato per una mezz’ora scarsa, giusto in tempo per partecipare alla serata più nera del calcio italiano degli ultimi sessant’anni.

Contro il Chievo il Gallo sbaglia un rigore

Sarà anche questione di scorie azzurre, ma la partita casalinga contro il Chievo ha confermato il periodaccio del Gallo. Che per sbloccarsi e per regalare al Toro la seconda vittoria nelle ultime tre gare, avrebbe l’occasione migliore, quella da non sbagliare. E invece arriva il quarto rigore fallito di Belotti in maglia granata, un tiro centrale che permette a Sorrentino di prendersi i riflettori e rimanda l’appuntamento del numero 9 con il gol. Eppure, anche per supportare il suo bomber apparso abbastanza involuto, Mihajlovic ha sconfessato il 4-2-3-1 di inizio stagione, riportando Baselli a centrocampo e sgravando un po’ gli esterni dai compiti difensivi. Il tutto con l’obiettivo di permettere a Ljajic, Falque o ai loro sostituti di supportare adeguatamente Belotti, che con il nuovo modulo sembrava molto più solo in fase offensiva.

Anche il ritorno al 4-3-3 non ha sortito effetti

E invece dal momento del ritorno al 4-3-3, dopo il doppio stop contro Roma e Fiorentina, hanno segnato proprio gli esterni (Falque e Obi) e persino l’ex trequartista Baselli, ma non il centravanti. Che nelle azioni da gol non ha neanche messo lo zampino, rimanendo fermo a un solo assist stagionale contro i nove del 2016/17. In estate Cairo ha fatto i salti mortali per impedire che le pretendenti (il Milan, l’Inter, ma anche il Chelsea di Conte) strappassero il numero 9 al suo Torino, ma contava sul fatto che il bomber avrebbe a grandi linee ripetuto l’annata precedente. Così non è andata e la mancanza di voce del Gallo, al di là delle smentite ufficiali, comincia a preoccupare. Il Milan che lo ha cercato con insistenza fino a fine agosto è il prossimo avversario. E al Toro sperano tutti che Belotti voglia dimostrare ai rossoneri che forse avrebbero dovuto pagare quella benedetta clausola…

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