Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Bellingham fra campo e futuro: “Non sento né soffro la pressione, so quello che voglio e come ottenerlo”

Bellingham fra campo e futuro: “Non sento né soffro la pressione, so quello che voglio e come ottenerlo” - immagine 1
Il centrocampista non soffre le luci della ribalta, anzi.

Redazione Il Posticipo

Jude Bellingham diciannove anni di età ma almeno una decina in più per maturità e ambizione. Il centrocampista inglese, uomo copertina del mercato è a Marbella con il Borussia Dortmund dove ha rilasciato una lunga intervista ai media ufficiali del club  in cui ha mostrato il lato "b". Oltre al calcio c'è molto di più.

AMBIZIONE

—  

Il ragazzo è ambizioso. E conosce solo un verbo: vincere. Coniugarne altri non lo soddisfa. E per i futuro ha le idee chiare. "Dopo i mondiali posso definirmi orgoglioso di averli giocati ma non certo soddisfatto. Eravamo andati in Qatar per vincere. E chi sa cosa sarebbe successo se avessimo passato il quarto di finale con la Francia.  So di essere al centro del mercato ma non ho sentito particolare pressione perché credo che se si è preparati e consapevoli delle proprie qualità non si debba soffrirla. Quando vado in campo sono concentrato e abbastanza sicuro di poter ottenere ciò che voglio. E quando perdo, imparo. Assorbo come una spugna gli errori e non ripeto mai lo stesso. E vivo intensamente anche le partite. Odio perdere. Arrendermi o rinunciare non sono opzioni che mi appartengono".

Bellingham fra campo e futuro: “Non sento né soffro la pressione, so quello che voglio e come ottenerlo” - immagine 1

MENTALITÀ

—  

Bellingham ritiene che il segreto del successo sia nella mentalità. "Una vittoria o una sconfitta dipendono dalla prestazione. E credo che vi sia una enorme componente mentale. Molto, se non tutto, a certi livelli, è una questione di testa. La tecnica da sola non basta per ottenere risultati. Occorre sforzarsi dal punto di vista fisico, avere molta cura del proprio corpo, nell'alimentazione, nel riposo e nel recupero muscolare ma non basta. Occorre volere fortemente il risultato. Non concepisco quando mi si chieda di dare il massimo. Lo di per scontato. Non si scende in campo altrimenti.  A volte mi capita di non dormire e "rigiocare" il match, specialmente la sera dopo la partita, quando l'adrenalina è ancora alta. Con lo Stoccarda abbiamo vinto 5-0, ho segnato due gol ma non ero contento. Ne avrei dovuti mettere a segno tre".