Belinelli: “La bolla ha funzionato con l’NBA, ma con il calcio ne dubito. Troppo diverso…”

Il cestista dei San Antonio Spurs, rimasto 45 giorni in “bolla” ritiene che l’esperimento non sia trasferibile dal parquet al campo di calcio.

di Redazione Il Posticipo

Marco Belinelli, una esperienza più unica che rara. Pur di portare a termine il campionato NBA il cestista italiano ha trascorso 45 giorni all’interno della “Bolla”. Isolato dall’esterno, all’interno del Waltd Disney Resort di Orlando. Il ragazzo ha parlato della sua esperienza in una intervista a tuttomercatoweb, spiegando come, a suo avviso sia alquanto complicata trasferirla al calcio.

BOLLA – Anche in Italia si parla di bolla. “Potrebbe essere l’obiettivo da perseguire. Per noi la bolla era un luogo sicuro e tranquillo. In tanti avevano perplessità e dubbi. Alla fine però ha avuto ragione l’NBA. E vivendo 45 giorni dentro la bolla posso dire che non è stato affatto male. Ci ha messo nelle condizioni di fare il nostro lavoro al meglio. Per quanto riguarda il calcio, visto quanto detto fino ad ora, non credo sia così semplice. Quanto proposto dall’NBA può essere d’esempio, ma occorre considerare le possibilità di ogni sport e di ogni contesto”.

ALTERNATIVE – La Serie A ha pensato anche ad altre alternative. Come i playoff. Un’altra idea che potrebbe prendere spunto dal modello proposto dall’NBA. “I playoff possono essere una strada anche per il calcio. Ritengo che anche in questo caso il modello americano possa insegnare tanto. Anche se ritengo che i due sport siano davvero troppo diversi per essere paragonati. Per come sono strutturati, i playoff sono perfetti per l’NBA, ma non so quanto sarebbero applicabili ad un sport come il calcio. E i motivi sono molteplici: le misure dei campi e l’impegno fisico richiesto sono molto diversi, così come il recupero di partita in partita e dopo gli infortuni”.

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