Beattie, il primo calciatore inglese a fare coming-out dopo trent’anni: “Il prossimo sarà un ragazzo che viene dalle giovanili, non certo una stella della Premier”

Nello scorso giugno arrivava il primo clamoroso coming-out di un calciatore inglese dopo trent’anni. Thomas Beattie, ex calciatore delle giovanili dell’Hull City, torna sulla sua decisione e spiega sia i motivi dell’attesa che quello che si aspetta in futuro per quel che riguarda altri calciatori omosessuali.

di Redazione Il Posticipo

Nello scorso giugno, pochi giorni dopo che il capitano del Watford Troy Deeney aveva spiegato che secondo lui c’è almeno un giocatore omosessuale in ogni squadra, arrivava il primo clamoroso coming-out di un calciatore inglese dopo trent’anni. L’ultimo era stato Justin Fashanu nel 1990 e per lui, che era stato una stella dell’Under-21 inglese, è stato un dramma calcistico e personale, terminato con il suicidio ad appena 37 anni. Ecco perchè Thomas Beattie, ex calciatore delle giovanili dell’Hull City, ha aspettato di appendere gli scarpini al chiodo, dopo una carriera passata tutta in Nordamerica, per rivelare il suo segreto. Mesi dopo, in un’intervista concessa alla BBC e riportata da Marca, torna sulla sua decisione e su quello che ha implicato a livello personale.

MASCOLINITÁ – L’attesa è stata lunga, come conferma lui stesso. E ci è voluta l’apertura del dibattito a livello internazionale per convincerlo a farlo. “La ragione per cui ho aspettato tanto è quella per cui la maggior parte delle persone non fa coming-out. Ma ora si sta cercando di ridefinire cosa sia la mascolinità e negli sport è un gran problema. Il calcio è uno sport molto fisico e aggressivo, per qui qualsiasi attacco alla tua mascolinità è destinato a far considerare in maniera negativa il tuo rendimento. Ma conosco tantissimi amici eterosessuali che sono parecchio ‘femminili’, così come persone omosessuali che sono molto più ‘mascoline’. E questo non ha niente a che vedere con quello che si può dare in campo, così come con qualsiasi altra cosa”.

(Photo by Stephen Pond/Getty Images)

IL PROSSIMO – Per il futuro, Beattie vede molto più probabile che a fare coming out sia qualche ragazzo della nuova generazione, piuttosto che qualcuno della sua. Il retaggio, del resto, ha fermato anche lui prima di ritirarsi…”La cosa più probabile è che il prossimo calciatore apertamente gay sia qualcuno che proviene dalle giovanili e arriva in prima squadra. Ma anche una situazione del genere sarebbe complicata e al momento poco praticabile. Ma vedo più probabile una cosa del genere, piuttosto che a farlo sia qualcuno con una carriera importante in Premier League”. In ogni caso, spiega l’ex Hull City, è più un problema del calcio (inteso come ambiente) che dei calciatori. “Non ho avuto nella mia esperienza occasione di sentire molti commenti omofobi in uno spogliatoio. I calciatori sono abbastanza aperti alle differenze”. E la speranza è che lo siano sempre più…

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