Bayern, i sogni di Davies: “Volevo fare l’attore, ma il calcio è sempre stato al primo posto”

Bayern, i sogni di Davies: “Volevo fare l’attore, ma il calcio è sempre stato al primo posto”

Comunque, è diventato una star. Il ragazzo è pronto a recitare da protagonista in Champions. 

di Redazione Il Posticipo

Davies si racconta al the players tribune. Tre vite, altrettanti continenti. L’Africa, il Nord America e poi l’Europa. E pensare che il ragazzo per vincere la timidezza, voleva fare l’attore. Comunque è diventato una star. Su il sipario, dunque. Il ragazzo è pronto a recitare da protagonista in Champions.

RITARDO – I primi anni in Canada non sono facili. Il ragazzo è già una promessa ma… arriva sempre tardi all’allenamento degli Edmonton Strikers Giustificazione più che accettata. “Adesso ho 19 anni. Mia sorella Angel ha otto anni e mio fratello Brian ne ha 12. Sette anni fa i miei genitori non potevano sempre essere in casa. Mio padre lavorava in una fabbrica impacchettando pollo. Mia mamma lavorava come donna delle pulizie. Non potevano permettersi una babysitter, quindi, mentre i miei amici si allenavano o giocavano ai videogiochi, io stavo a casa, cambiavo pannolini, cantavo ninne nanne e mi addormentavo sognando di essere una stella del calcio europeo. Papà era tifoso del Chelsea. E divenne anche la mia squadra del cuore”.

REALTÀ – I sogni a volte diventano realtà. Anche a costo di enormi sacrifici e sopportazioni. “Quando lasciai la mia famiglia a Edmonton ho rischiato un esaurimento nervoso. Ero molto timido, mi chiedevo se fosse possibile diventare un calciatore. Io volevo essere un attore. Poi però il calcio ha preso il sopravvento”. E l’ha fatto diventare uomo. “Quando ho lasciato i Whitecaps a novembre 2018, ero completamente diverso dal timido ragazzo che era arrivato lì più di quattro anni prima. Sapevo dove stavo andando. Sapevo cosa stava succedendo per me. Quando sono arrivato in Bayern, non ero troppo nervoso. Volevo solo mostrare alla gente che avrei potuto giocare a questo livello, con il sorriso sempre stampato sul viso.  E adesso voglio rimanere in Germania il più a lungo possibile. Farò l’allenatore, ma prima ho ancora tanto da fare. Tutto è appena iniziato”.

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