Batosta per Nasri, l’UEFA prolunga la sua squalifica per doping

La federazione ha aumentato la sospensione da sei a diciotto mesi, seppure con effetto retroattivo a partire dal primo luglio 2017. Il che significa che Nasri dovrà rimanere fermo fino a gennaio 2019. Ennesimo tassello di un periodo complicato della carriera del francese.

di Redazione Il Posticipo

Si depenna, almeno fino al prossimo gennaio, uno dei nomi più celebri dalla lista degli svincolati. Non perchè qualcuno abbia ingaggiato Samir Nasri, senza squadra dallo scorso gennaio quando ha lasciato i turchi dell’Antalyaspor, ma perchè l’UEFA ha annunciato attraverso un comunicato di aver prolungato la squalifica per doping comminata al francese nello scorso febbraio. In quell’occasione la squalifica era stata di sei mesi, stavolta la mano della federazione è stata ancora più pesante. Diciotto mesi di sospensione, seppure con effetto retroattivo a partire dal primo luglio 2017. Il che significa che l’ex calciatore di Arsenal e Manchester City dovrà rimanere fermo fino a gennaio 2019.

ANNI DIFFICILI – Un brutto colpo per Nasri, che negli ultimi anni è finito al centro dell’attenzione più per problemi vari che per motivi strettamente calcistici. La squalifica gli è stata comminata per aver ricevuto un trattamento (abuso di flebo) ritenuto non regolare alla WADA in una clinica di Los Angeles nel 2016, ma la carriera del francese aveva già vissuto momenti di impasse a causa del carattere del trequartista. Uno da prendere con le pinza, come dimostra la lunga polemica con Deschamps che lo ha portato a ritirarsi dalla nazionale già nel 2014, a soli 27 anni, proprio per incomprensioni con il Commissario Tecnico. Il quale, in occasione dell’esclusione dell’ex calciatore del City dal mondiale in Brasile era stato insultato via social network dalla fidanzata del francese.

PER ORA, NIENTE RITORNO IN FRANCIA – Da quel momento in poi, nonostante qualche prestazione incoraggiante nella stagione successiva, è iniziato un progressivo declino da parte del transalpino, anche a causa di un grave infortunio dubito a fine 2015 che gli fa saltare gran parte dell’anno successivo con la maglia dei Manchester City. Il prestito a Siviglia sembra restituire brillantezza e fiducia a Nasri, che però non viene riscattato dal club andaluso e quindi nella scorsa estate si accasa all’Antalyaspor, firmando un biennale. Ma l’esperienza dura poco, perchè a fine gennaio 2018 arriva la risoluzione consensuale, seguita dalla squalifica. E ora che l’incubo sembrava quasi finito, con l’interesse del Marsiglia e del Saint-Etienne per riportarlo in Francia, arriva la nuova batosta. Quindi, per rivedere il campo il trentunenne dovrà attendere il 2019. Troverà qualcuno disposto a dargli fiducia dopo un anno di inattività e qualche problema di troppo?

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