Barella, a Roma sulle orme del Ninja?

Barella, a Roma sulle orme del Ninja?

Nicolò Barella, giovane promessa del calcio italiano, sembra attratto da Trigoria. Perchè? Semplice: in maglia giallorossa gioca il suo idolo, Radja Nainggolan.

di Francesco Cavallini

Il calcio sarà anche business, soldi, tutte cose che con i sentimenti hanno ben poco a che fare. Ma c’è ancora qualcosa in grado di superare i ragionamenti più venali e di risvegliare quel lato fatto di passione che spesso ormai resta sopito. E una di queste cose, senza dubbio alcuno, è la possibilità di giocare insieme al proprio idolo d’infanzia. Quanti calciatori hanno scelto il Milan per allenarsi assieme a Maldini? Chi non ha mai desiderato duettare in campo con Del Piero? E se molti nel corso di due decenni hanno scelto la Roma, lo si doveva al fascino calcistico di Totti. Ora il Capitano non scende più in campo, ma Nicolò Barella, giovane promessa del calcio italiano, sembra comunque attratto da Trigoria.

Cresciuto nel mito di Nainggolan

Motivo? Semplice. In maglia giallorossa gioca il suo idolo, il mito con il quale il giovane centrocampista è cresciuto. Ed è abbastanza semplice capire di chi si tratta. Barella è sardo, cresciuto nel Cagliari ed è un instancabile motorino della mediana rossoblu. Ricorda per caso qualcuno? Esatto, Radja Nainggolan, che in Sardegna ha passato quattro anni, arrivando a Cagliari nel 2010. Ovvero quando il giovane Nicolò, classe 1997, aveva giusto tredici anni. E non sembra difficile immaginare che un ragazzo di quell’età possa essere rimasto folgorato dal Ninja. Al punto da cercare di replicarne in campo i movimenti e l’atteggiamento. L’imitazione, del resto, è la più sincera forma di ammirazione. E gli ultimi due campionati dimostrano che il ragazzo, anche se Nainggolan ha lasciato la Sardegna prima che Barella fosse aggregato alla prima squadra, ha imparato molto bene dal suo maestro.

Gli occhi delle big puntati addosso

Non sorprende quindi che molte grandi squadre (italiane e straniere) abbiano cominciato a mettergli gli occhi addosso. Difficile non notare un centrocampista box-to-box, in grado di ricoprire tutti i ruoli al centro della mediana, dalla mezzala al regista, passando per la trequarti. Anche qui, il ventenne ricorda Nainggolan, che nella sua parentesi sarda ha aiutato i rossoblu praticamente in ogni posizione del centrocampo. Fisico, piedi e testa sulle spalle. Se ne parla come un predestinato e le prestazioni finora sembrano convenire con la pesante etichetta che gli è stata affibbiata. A vent’anni però si deve giocare per affinare il proprio talento. Ed ecco perchè, nonostante le richieste, Barella è rimasto al Cagliari. Oltre che, ovviamente, per una questione di cuore. Nato e cresciuto rossoblu, il centrocampista dell’Under-21 appare riluttante ad abbandonare la Sardegna.

Barella come Gigi Riva?

A Cagliari sperano di aver trovato un nuovo Gigi Riva, qualcuno capace di resistere a tutte le sirene del calcio moderno: ai soldi, alla fama, alla Champions League, tutto per l’amore per la sua terra e le sue radici. Finora il piano è riuscito quasi alla perfezione, al punto che anche qualche timida avance della Juventus sarebbe stata rifiutata dal calciatore. Ma Monchi ha un’arma in più per convincere il talento sardo a scegliere la Roma. Può far leva sul carisma di Nainggolan, ma soprattutto sulla voglia che Barella potrebbe avere di ripercorrere le orme del suo mito. Di averlo come compagno di squadra. E magari, di diventarne un giorno l’erede, come ha già fatto a Cagliari. A Trigoria sperano. Il colpo sarebbe eccezionale, le prospettive del ragazzo quasi infinite. E con Pellegrini, il centrocampo sarebbe a posto per un decennio. Un motivo in più per tentare.

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