Roma, mancò la fortuna non il valore

Contro il Barcellona la Roma gioca una partita ordinata, ma…si complica il match da sola. Delle quattro reti dei catalani, due sono autogol e una nasce da un errore.

di Redazione Il Posticipo

La Roma riesce in un miracolo, segnare tre gol al Camp Nou e uscire comunque con sul groppone un 4-1, un risultato troppo pesante per quello che si è visto in campo. I giallorossi giocano la partita che voleva Di Francesco: pressing alto sull’impostazione dei blaugrana, contenimento delle folate del Barça e qualche buon tentativo di ripartenza. Anzi, la Roma può anche recriminare su due scelte dell’arbitro, l’olandese Makkelie, che nel primo tempo non concede due calci di rigore, prima a Dzeko e poi a Pellegrini. Il fischietto orange, alla partita più importante della sua carriera, fallisce totalmente l’interpretazione sul fallo di Semedo e trasforma in calcio di punizione dal limite l’intervento di Umtiti, nettamente sulla linea.

Due autogol tagliano le gambe alla Roma

Certo è che oltre all’arbitro, anche la Roma…ci mette del suo. In una partita che, in fin dei conti, è decisa dagli episodi, l’attacco atomico del Barça ha bisogno di due aiuti per realizzare le prime due reti. Un doppio autogol, che porta a cinque le marcature nella propria porta degli avversari del Barcellona in questa Champions (quasi quanto i 6 stagionali di Messi), che poteva tagliare le gambe alla Roma. De Rossi paga la solita generosità, piazzando un pallone imparabile alle spalle di Alisson nel tentativo di anticipare Messi, che forse non sarebbe stato altrettanto chirurgico nella conclusione. Manolas invece vince, suo malgrado, il campionato del mondo di flipper nello scontro con Umtiti. Ed il terzo gol, quello di Pique, altro non è che la conseguenza delle due reti fortunose dei blaugrana.

Il gol di Dzeko certifica la buona partita giallorossa

Ma il Barcellona non fa la solita partita straripante ed il merito è della Roma, che anche sul 3-0 non si disunisce e continua il suo canovaccio tattico. Alla fine i numeri parlano di una squadra che la rete di Dzeko se la va a cercare e la merita, nonostante un Ter Stegen che sembra…Alisson. Alla luce del poker di Suarez, causato da un errore in area di Gonalons, il gol del bosniaco può servire a poco, ma è una piccola medaglia al valore, dato che segnare al Camp Nou è qualcosa che in questa stagione in Champions League non è riuscito, tra le altre, neanche alla Juventus e al Chelsea. La rimonta è complicata, forse addirittura impossibile, ma se si può minimamente sperare in un miracolo all’Olimpico, è grazie alla reazione veemente dopo il 3-0.

Roma compatta e che paga episodi e qualche errore

Di Francesco, al netto degli errori (dei suoi e dell’arbitro) e degli episodi, ha avuto la partita che chiedeva. Squadra compatta, attenta e sempre in mezzo alle traiettorie di passaggio dei blaugrana, anzi forse…anche troppo. La scelta di Bruno Peres e Florenzi sulla destra ha pagato ed ha portato più di qualche grattacapo al Barça, anche se la fatica nel chiudere l’avversario si è fatta sentire in attacco. Dove si conferma il solito andazzo, no Dzeko no party, con il bosniaco che continua ad aumentare la percentuale di sue reti nel computo totale di quelle giallorosse. Certo, al Camp Nou i romanisti in gol sono tre. Ma De Rossi e Manolas se lo sarebbero sicuramente risparmiato.

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