Barcellona, il caso Dembelé: talento cristallino come i muscoli…

Barcellona, il caso Dembelé: talento cristallino come i muscoli…

Barcellona alle prese con il caso Dembelè: il calciatore ha giocato poco e si è rivelato estremamente fragile sia dal punto di vista muscolare che caratteriale.

di Redazione Il Posticipo

Il Barcellona senza Messi è una cosa. E con Dembelè un’altra e non necessariamente migliore. I numeri, pubblicati da AS, lasciano poco spazio alle interpretazioni. L’acquisto del giocatore che avrebbe dovuto raccogliere l’eredità di Neymar e poi di Coutinho in questa stagione si è rivelato sinora ai imiti del  fallimentare, complice la fragilità muscolare (e caratteriale) dell’attaccante.

FRAGILE – Le cifre sono impietose. Il talento del ragazzo è…cristallino, come i suoi muscoli. Negli ultimi due anni, il ragazzo si è fermato per  diverse volte ai box a causa degli infortuni: e in  sei occasioni, lo stop non è derivato da traumi, quanto da problemi al bicipite femorale. Sufficienti per non giustificare i 115 milioni di euro spesi dal Barcellona per acquistarlo. Nella prima stagione, Dembelè ha giocato 1130 su 5130 pari al 22%. Nella scorsa stagione è stato un po’ più continuo. Ha trascorso 2.503 minuti in campo, il 46% dei 5.400 giocati dal Barça.

TRASCURABILE – In questo primo scorcio di stagione, invece, il rendimento, in termini di minutaggio, è addirittura precipitato: l’ennesimo infortunio muscolare lo ha condizionato. E comunque, anche prima non ha mai trovato continuità: 14% di presenze da titolare e appena 21% di minuti giocati. Quanto basta per considerarlo più spesso inutile alla causa che protagonista dei successi del Barcellona.

SCAVALCATO – Al netto dei numeri. Il  futuro di Dembelè al Barcellona, dopo due anni costellati da più bassi che alti. In Catalogna, oltre che della fragilità muscolare, ci si interroga da mesi anche sulla solidità caratteriale di un ragazzo che spesso e volentieri ha legato la sua immagine a comportamenti giudicati poco professionale. La crescita esponenziale di Ansu Fati potrebbe definitivamente metterlo in ombra. Altrettanto innegabile, però, che Valverde ha il dovere di recuperarlo anche per non disperdere un patrimonio già piuttosto svalutato.

 

 

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