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Addio Barça: come sta cambiando la filosofia del “Més que un club”

Per i tifosi il Barça è e resterà sempre més que un club. In questo modo viene spiegato in Catalogna il sentimento che lega la città di Barcellona e alla sua squadra di calcio per ragioni storiche che chiamano in causa la difesa dei diritti e...

Redazione Il Posticipo

Per i tifosi il Barça è e resterà sempre més que un club. In questo modo viene spiegato in Catalogna il sentimento che lega la città di Barcellona e alla sua squadra di calcio per ragioni storiche che chiamano in causa la difesa dei diritti e delle libertà democratiche. Tuttavia oggi come oggi la società blaugrana si è ridotta ad essere un club més nel panorama internazionale, ossia un’entità come tante altre, interessata più ai dividendi, ai guadagni ed alle vittorie a tutti i costi che non alla difesa dei propri valori.

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 Il Camp Nou di Barcellona

Che fine ha fatto la Cantera del Barça?

E i maligni ipotizzano che la compagnia finanzierà la costruzione del nuovo impianto dal nome Camp Nou Qatar Arways. Senza più il fiore all’occhiello della scritta Unicef cucita sul petto, con il passare degli anni è venuto meno anche un altro marchio della casa. I successi dell’epoca d’oro di Guardiola erano stati ottenuti nel segno della Cantera. Con TitoVilanova si arrivò persino a schierare contemporaneamente undici giocatori formatisi nella Masia. Ebbene in poco tempo c’è stata la progressiva marginalizzazione del settore giovanile, tanto che il direttore tecnico Robert Fernandez non più tardi di un paio di settimane fa ha riconosciuto che “in questo momento la cantera non può sfornare giocatori di livello in grado di nutrire la prima squadra”. Che la generazione dei vari Puyol, Xavi, Iniesta, Victor Valdés, Messi, Pedro, Piqué e Busquets fosse irripetibile era scontato. In realtà però qui ci troviamo di fronte a ben altro, a un cambio di filosofia radicale. Ossia meno Cantera e più Galácticos. Dalla cessione di Thiago Alcantara al Bayern si è proceduto alla progressiva madrizzazione del Barça decidendo di puntare su giocatori dal grande nome e dall’indubbia forza mediatica in chiave marketing non necessariamente funzionali al progetto tecnico-tattico. Grazie ai Neymar, ai Suarez e ai Rakitic si è vinto e si continuerà a vincere tanto, ma parallelamente non si è investito e scommesso più come prima sui giovani della Cantera.

Tra scandali e condanne: i casi Neymar e Messi

 La presentazione di Neymar[/caption]  Ma gli scandali non finiscono qui. Negli ultimi tre anni il  per violazione delle norme sul tesseramento di giovani stranieri (blocco mercato di un anno) e alcuni suoi giocatori sono stati condannati per evasione fiscale (Mascherano, Messi). Il fondo è stato toccato proprio con il fuoriclasse argentino. Per appoggiare Leo ed evitare suoi possibili malumori la società ha lanciato una campagna dal titolo #somostodosmessi (siamo tutti Messi), una scelta quantomeno censurabile per ovvie ragioni di opportunità e moralità.  [caption id="attachment_37130" align="aligncenter" width="620"] La campagna in favore di Leo Messi
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