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Barça, parla l’ex presidente Rosell: “Sono preoccupato per il club, ogni giorno scoppia una bomba…”

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L'ex presidente del Barcellona Sandro Rosell racconta come sta vivendo questo momento complicato dei blaugrana, che sono in crisi dal punto di vista economico e anche tecnico...

Redazione Il Posticipo

Il Barcellona che per quindici anni ha dominato il calcio spagnolo e mondiale è indissolubilmente legato ai nomi di Messi, Iniesta, Xavi, Piquè e di tanti altri campioni che sono passati al Camp Nou. Ma anche a quelli dei presidenti del periodo d'oro: Joan Laporta, vecchio e nuovo numero uno del club, Josep Bartomeu e Sandro Rosell. Proprio quest'ultimo ha preso la parola a RadioCatalunya per raccontare come sta vivendo questo momento complicato dei blaugrana, che sono in crisi dal punto di vista economico e anche tecnico...

Ogni giorno scoppia una bomba

"Non voglio parlare del Barça nè valutare il lavoro degli altri. Il Barça per me sarà sempre qualcosa che dà felicità". Però poi Rosell della squadra e della società ne parla eccome. A partire dall'addio della Pulce della scorsa stagione. "Messi è stato il miglior calciatore della storia, ma il Barça conta più di Messi. Non so se io sarei riuscito a trattenerlo, ma essere presidente del Barça è molto difficile, ogni giorno scoppia una bomba, si devono prendere decisioni complicate. Ovviamente la situazione del club mi preoccupa, ma si risolverà".

I rapporti con Laporta

Alla guida del club ora c'è Joan Laporta, di cui è stato vicepresidente all'inizio del nuovo millennio, per poi rassegnare le dimissioni dopo uno scontro nel 2005. Con il suo ex compagno di lavoro, Rosell non ha più molti rapporti. "Con Laporta ho un rapporto speciale, che solo noi possiamo capire. Non parlerò mai nè a suo favore nè contro di lui, prima delle elezioni ci siamo visti, abbiamo mangiato assieme e gli ho augurato buona fortuna. Gli ho detto che avrebbe vinto e ha vinto. Ora però è un po' che non parliamo".

Il distacco da Bartomeu

L'ex presidente poi ci tiene a segnalare una cosa: con il suo successore, Josep Bartomeu, considerato il responsabile del caos economico attuale dei blaugrana, non ha...nulla a che fare. "Io e Bartomeu non siamo la stessa cosa, questa cosa del Bartorosellismo non mi piace. Entrambi siamo stati votati dai soci, ma ognuno gestisce alla sua maniera. Io volevo contenere i costi e lui aumentare le entrate, ma poi è arrivato il COVID e la sua politica dei contratti ai calciatori forse è stata esagerata. Quando sono diventato presidente il monte ingaggi era di 304 milioni e quando sono andato via erano 302, negli anni in cui si sono vinti più titoli. Per quanto riguarda la gestione degli stipendi sono critico, ma in generale lo sono di meno: Bartomeu ha raddoppiato le entrate, è la pandemia che ha mandato tutto fuori controllo". E, per dirla alla Rosell, sono...cominciate a scoppiare le bombe.