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Barça, l’ottimismo di Laporta. “Faremo la storia, voglio vincere un altro triplete e poi il sextete”

Barça, l’ottimismo di Laporta. “Faremo la storia, voglio vincere un altro triplete e poi il sextete” - immagine 1
Il presidente Joan Laporta è un fiume in piena: aveva già affrontato tutti i temi più caldi della cronaca blaugrana approfittando di un evento organizzato da The New Barcelona Post presso la Casa SEAT, arrivando a ricordare le sue parole dopo...

Redazione Il Posticipo

Il presidente Joan Laporta è un fiume in piena: aveva già affrontato tutti i temi più caldi della cronaca blaugrana approfittando di un evento organizzato da The New Barcelona Post presso la Casa SEAT, arrivando a ricordare le sue parole dopo aver ottenuto il triplete nel 2009. Le sue parole sono riprese da AS.

OTTIMISMO

Il numero uno del club blaugrana ha fatto professione di ottimismo: "Se facciamo le cose per bene, continueremo a vincere. Personalmente penso ogni anno che vinceremo. Voglio tornare a festeggiate un triplete, poi vincere di nuovo un sextete e lavorare per rendere il club un riferimento mondiale. Il nostro modello per riuscirci non è cambiato. Valorizzare i nostri ragazzi, prendere un gruppo di giocatori da La Masia, rafforzando il gruppo con giocatori  che possono migliorare ciò che abbiamo in casa".

FUTURO

Il futuro deve però fare i conti, in tutti i sensi, con un presente piuttosto complicato. "Occorre ricordare che qualsiasi operazione deve essere sostenibile per il modello che abbiamo in mente. Tuttavia non credo che il futuro sia così complicato per la nostra squadra. Basta guardare quanti talenti sono cresciuti e maturati a costo zero o comunque senza incidere troppo sui costi. Nella nostra lista ci sono elementi come Araújo, Pedri, Nico, Gavi e Ansu".

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CAMBIAMENTI

Per il futuro comunque cambierà qualcosa. Soprattutto nella gestione dei calciatori e dei loro contratti. In questo senso Laporta ha le idee molto chiare: "I giocatori non vanno protetti sino al punto di diventare i padroni del loro cartellino né lasciarli senza una guida. Occorre equilibrio perché se i calciatori si affezionano al club in cui giocano e lo vivono sono i primi ad aiutarlo. Per quanto riguarda il mercato proveremo ad attivarci in uscita. Stiamo lavorando per risolvere questi problemi. Se faremo le cose per bene, potremo entrare nella dinamica dell'ingaggio di un giocatore e del rilascio di un altro che non conta senza ulteriori problemi”.