Barça, crolla un altro tabù? Niente più Camp Nou, lo stadio si chiamerà…

Mes que un club, ma fino a un certo punto. Le nuove frontiere del calcio aprono anche a nuovi scenari: dopo lo sponsor sulle maglie, il Barcellona cambia nome al Camp Nou? Accordo vicinissimo con una società farmaceutica.

di Redazione Il Posticipo

“Mes que un club”, d’accordo: ma mica tanto. Di fronte agli interessi economici e al calcio moderno anche i più vecchi e infrangibili codici rischiano di infrangersi. L’ultimo esempio arriva da Barcellona: secondo il Mundo Deportivo, quotidiano storicamente molto vicino alla società catalana, il “Camp Nou” presto potrebbe cambiare nome…

FARMACIA – I tifosi del Barcellona assoceranno lo stadio alla “Grifols” colosso farmaceutico che ha sede proprio nella città catalana. La multinazionale avrebbe l’intenzione di chiudere presto e bene l’accordo commerciale che trasformerebbe il tempio del calcio barcelonista in un meno romantico, ma molto più redditizio nome associato al marchio “Grifols”. Del resto che male c’è? Quasi tutti i top club europei “affittano” la loro casa a partner commerciali di grande spessore. E monetizzano. La notizia, rilanciata dal programma “Tu diràs” , di RAC1, prevede che tutto si possa chiudere entro il prossimo anno, anche se resta da definire il prezzo per un’operazione che sembra destinata a far storcere il anso a diversi puristi. Anche se sarebbe tutto…fatto in casa.

REVOLUCION – Resta indiscutibile che, qualora, e tutto lascia credere che sia così, il Camp Nou cambiasse nome, ribattezzato per giunta con uno sponsor, cadrebbe anche l’ultimo baluardo blaugrana. Una vera rivoluzione, per gli usi e i costumi di un club che sino a qualche anno fa non permetteva neanche che uno sponsor campeggiasse sulla maglia da gioco. Tant’è, i tempi cambiano e le esigenze anche. I grandi campioni non si pagano solo con gli ideali e la sete di successo in Europa del Barcellona costa molto cara alla dirigenza. Ecco perché adesso anche il club catalano, storicamente e orgogliosamente autarchico nel fare già del proprio steso nome un “brand” di successo nel mondo, accetta volentieri una mano. Specie se porta in dono diverse decine di milioni di euro. A proposito di rivoluzione, la breccia sembra aperta…

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