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Banfield, Falcioni su Osvaldo: “Mi cambia poco se fuma. Preferisco che riposi e mangi bene”

Patti chiari e amicizia lunga. Gestire un tipino come Osvaldo non è semplice e Falcioni cerca di contenerlo nell'unico modo possibile. Vietandogli atteggiamenti sopra le righe nel gruppo.

Redazione Il Posticipo

Osvaldo al Banfield. A volte ritornano. E, ovviamente, fanno discutere. Notoriamente l'ex attaccante di Roma, Juventus e Inter non è mai stato un  atleta irreprensibile. E le sigarette appartengono al repertorio del calciatore rocker. Un tipino difficile da gestire e Falcioni cerca di contenerlo nell'unico modo possibile. Vietandogli atteggiamenti sopra le righe nel gruppo.

ADRENALINA  - Il tecnico del Banfield, in una intervista riportata da Olè, è consapevole di non aver un giocatore come tutti gli altri. "È molto difficile per un giocatore della categoria di Daniel accettare un club come il Banfield. È venuto perché suo padre ci teneva moltissimo. Non è una questione di denaro. Porterà una scossa di adrenalina di cui avremo bisogno. E potrebbe essere produttiva".

FUMO - Osvaldo non sembra aver smesso di fumare. Il vizio gli è costato il posto al Boca, qualche anno fa. Licenziato in tronco da Schelotto senza che la cosa gli fosse interessata molto. Forse per questo Falcioni la pensa in modo diverso: "Su 30 giocatori ne avevo venti che fumavano.  Non mi cambia molto se fuma. Non lo faccia nei luoghi in cui è severamente vietato, mi interessa che riposi e mangi bene". Ameno nello spogliatoio, Osvaldo deve (o dovrebbe) limitarsi.

INATTIVO - C'è più preoccupazione, invece, riguardo la lunga inattività: "L'unica paura che abbiamo è quella di rimetterlo in forma dopo tre anni di inattività. Dal punto di vista fisico ha confermato una forma impeccabile, deve solo ritrovare il passo per giocare a livello agonistico. Tecnicamente è indiscutibile, dobbiamo solo prepararlo al meglio in modo che possa ritrovare brillantezza e aggressività".