Bamford, il centravanti “sciupone” e “privilegiato” del Leeds di Bielsa che sfida Guardiola

Ha avuto un’infanzia agiata, parla parecchie lingue, suona il violino, il piano e la chitarra e ha detto di no ad Harvard per continuare a giocare a calcio. Patrick Bamford, centravanti del Leeds, è stato spesso accusato di essere un privilegiato e…di mangiarsi parecchi gol. Ma ora è arrivato in Premier…

di Redazione Il Posticipo

Il lavoro di un centravanti, di solito, è quello di segnare. Certo, poi esistono altri tipi di numeri 9, quelli che fanno da boa e con le sponde aprono spazi ai compagni di reparto o a chi arriva da dietro. Ma insomma, il ruolo implica una certa dimestichezza davanti alla porta. Patrick Bamford, il centravanti del Leeds United di Marcelo Bielsa che sfida il City di Guardiola, ha iniziato benissimo la stagione in Premier League, segnando in tutte e tre le partite disputate finora. Un gol al Liverpool, quello decisivo contro il Sheffield e una performance straordinaria contro il Fulham, con una rete e ben due assist.

SCIUPONE – E pensare che qualche mese fa i tifosi…lo volevano fuori dall’undici titolare che poi ha conquistato la promozione dalla Championship. Perchè? Beh, perchè il centravanti avrà anche segnato 16 reti in campionato, ma numeri alla mano…se ne è mangiati 34. Come spiega Goal, Bamford è stato di gran lunga il calciatore più sciupone dello scorso campionato cadetto inglese, doppiando il secondo della claasifica stilata da Opta per occasioni nette fallite. Ecco perchè, racconta lui stesso, molti ne hanno chiesto la testa. “Alcuni tifosi mi volevano fuori dai titolari e per Bielsa probabilmente sarebbe stata la cosa più semplice da fare visti i gol che sbagliavo. Ma Marcelo ha considerato che davo altro alla squadra”, ha dichiarato a The I.

PRIVILEGIATO – Ma Bamford è abituato alle critiche, visto che ne riceve da sempre. Colpa…della sua famiglia, visto che è parente del proprietario della JCB, multinazionale che produce macchine per l’edilizia. Dunque ha avuto un’infanzia agiata, parla parecchie lingue, suona il violino, il piano e la chitarra e ha detto di no a una borsa di studio ad Harvard per continuare a giocare a calcio. Da qui la sua percezione come di un “privilegiato”, che una volta il tecnico del Burnley Sean Dyche avrebbe accusato di “non aver mai dovuto lavorare per ottenere una cosa”. Alla fine, però, Bamford è arrivato alla Premier League e sta già dimostrando di poterci stare benissimo. Alla faccia di chi lo criticava.

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