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Bailey e un figlio chiamato…Leo Cristiano: “Ma il calcio non c’entra nulla…”

(Photo by Denis Doyle/Getty Images)

La scelta del nome di un bambino può dipendere da tante cose. Tradizioni familiari, qualche avvenimento particolare o anche la volontà di rendere omaggio ai propri idoli. Dunque, naturale pensare che Leon Bailey abbia fatto proprio questo...

Redazione Il Posticipo

La scelta del nome di un bambino può dipendere da tante cose. Tradizioni familiari, qualche avvenimento particolare o anche la volontà di rendere omaggio ai propri idoli. L'esempio più lampante è quello di Diego Armando Maradona, con un'impennata pazzesca di bambini chiamati Diego (o anche Diego Armando) proprio in onore del Diez nella città di Napoli da quando il numero 10 ha fatto la sua prima comparsa nel calcio italiano. Ora i nomi calcistici che vanno per la maggiore sono ovviamente Leo o Cristiano, in onore di Messi e Ronaldo. Dunque, naturale pensare che Leon Bailey, esterno del Bayer Leverkusen, abbia fatto proprio questo ragionamento quando ha chiamato suo figlio...Leo Cristiano.

LEO CRISTIANO - Eppure il giamaicano ci tiene a spiegare che non è assolutamente quello il motivo. Parlando con la Bild, il classe 1997 ha raccontato quali sono state le motivazioni che lo hanno spinto a dare al suo erede un nome così...pesante, almeno calcisticamente parlando. "No, non ha niente a che fare con il calcio, ma con me e il mio nome. Leo è un'abbreviazione di Leon, significa anche quello 'leone'. Credo che mio figlio crescerà con una mentalità da combattente, da leader. E Cristiano è un bellissimo nome, che sta bene vicino a Leo". Certo, spiegazione plausibile, ma...difficile non pensare che CR7 e la Pulce non abbiano avuto un qualche peso nella scelta.

BOLT - In ogni caso, il nuovo ruolo fuori dal campo non cambierà il Bailey calciatore. Che però vuole rendere suo figlio orgoglioso di lui. "Diventare padre mi ha cambiato molto come persona, ma non come calciatore. Ma la presenza di mio figlio mi motiva a fare sempre meglio". Del resto, anche lui è...un figlioccio putativo di una grande leggenda dello sport mondiale: il suo connazionale Usain Bolt, con cui ha un rapporto quasi...familiare. "Quando sono in Giamaica non mi sognerei mai di dire di no a un suo invito. È come un mentore per me, c'è sempre stato sia nei momenti buoni che in quelli più complicati". Proprio come un padre. Anche perchè persino Bolt con i nomi ha un rapporto particolare: sua figlia l'ha chiamata...Olympia Lightning!