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Baggio: “Il film? Non volevo farlo, sono timido. La Panda? Ci giro anche in città”

FLORENCE, ITALY - SEPTEMBER 07:  Roberto Baggio (C) takes his seat before the UEFA EURO 2012 Group C qualifier between Italy anf Faroe Islands on September 7, 2010 in Firenze, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

L'ex calciatore a margine della presentazione del suo film.

Redazione Il Posticipo

E ha scelto di vivere lontano dai riflettori, tornato giocoforza per la presentazione del film "il Divin Codino" che ne racconta la carriera. L'ex calciatore ha parlato ai microfoni di tuttomercatoweb ai margini dell'evento legato alla pellicola Netflix.

FILM - E pensare che Baggio non voleva neanche girarlo, il film. "A volte sono prigioniero della mia timidezza. Ero molto indeciso, mi hanno spinto mia moglie e il mio manager. Mi chiedevo perché alla gente dovesse interessare la mia storia. Credevo fosse inutile realizzare qualcosa di così grande. Anche perché vivo ancora in modo molto semplice. Quando giro per la città utilizzo ancora la Panda. Sono convinto che se ci si prende troppo sul serio si possa finire male. Però ho pianto come un bambino sentendo la canzone di Diodato. Ha scritto una poesia. Devo dire che Andrea Arcangeli (l'attore che interpreta il personaggio Baggio) è un professionista straordinario. Gli ho detto di stare tranquillo, di lavorare sereno. Caricare le persone di responsabilità non serve. Meglio regalare fiducia".

CARRIERA - C'è anche tempo e modo di ripercorrere la sua carriera che parte dai primi calci e dai primi... danni. "Non mi ricordo dei vetri rotti dell'officina di mio padre. Ero troppo impegnato a riprendere l pallone prima che fosse lui ad arrivarci per primo. Ho pensato al ritiro quando mi sono rotto il ginocchio per la seconda volta, ma avevo un sogno. Giocare il mio ultimo mondiale nel 2002. Quando è arrivato l'infortunio, ho pensato che fosse stato meglio chiuderla lì ero veramente abbattuto e triste. Poi, però, la rabbia scema. E se ci si circonda di persone che ti sanno consigliare, la visione della vita cambia anche in modo radicale. Credo che in questo senso anche la spiritualità eserciti un ruolo importante. Quando si soffre, si spera sempre che arrivi un aiuto esterno. Invece ho imparato che tutto ciò che accade dipende da un cambio di atteggiamento".