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Baggio: “Guardiola un genio, Ronaldo il brasiliano unico. Superlega? Il calcio è della gente”

FLORENCE, ITALY - SEPTEMBER 07:  Roberto Baggio (C) takes his seat before the UEFA EURO 2012 Group C qualifier between Italy anf Faroe Islands on September 7, 2010 in Firenze, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Il Divin Codino ha concesso una lunga intervista, affrontando diversi argomenti.

Redazione Il Posticipo

Roberto Baggio, basta la parola. Il marchio del calcio "Made in Italy", simbolo riconosciuto in tutto il mondo. Il Divin Codino ha concesso una lunga intervista a "revistalibero" affrontando diversi argomenti. La nazionale, la sua carriera, il rapporto con allenatori e compagni e cosa abbia significato per lui il calcio.

IL CALCIO - Baggio ha dato molto al calcio, e ha ricevuto altrettanto. Nonostante sia passato più di un decennio dal suo addio al calcio, il suo ricordo è ancora vivo in tutti gli appassionati. "Ho dato il massimo. Ho realizzato il sogno di Roberto da bambino. La mia ultima partita è stata a San Siro in un tempio del calcio. È stato meraviglioso, molto corretto finire così. Ero felice ed emozionato. Non avrei potuto immaginare niente di meglio". San Siro che è stato anche il suo stadio. Anche se il primo amore è e resta Firenze. "Volevo restare alla Fiorentina. C'erano persone lì che mi avevano aspettato dopo aver trascorso i primi due anni feriti. Ci siamo affezionati l'uno all'altro, mi hanno ceduto senza dirmi nulla".

GUARDIOLA - Ne proseguo della carriera Milan, Inter, Bologna e Brescia. Dove ha condiviso lo spogliatoio con Guardiola. "Ossessivo, ma anche con un amore, una passione per il calcio incredibile. Mette l'anima in quello che fa. Con le squadre di Guardiola non puoi accontentarti di vincere, devi entrare nel cuore della gente, coinvolgerla, Un genio del calcio. Lippi? Un altra domanda. Sacchi? Prossima domanda. La Juve e il Milan sono stati una sfida. All'Inter è stato bello, la mia famiglia è interista. E poi Ronaldo era unico. Un giocatore che faceva parte già del futuro".

LA SUPERLEGA- A proposito di futuro. Si è parlato molto di Superlega. "Il calcio ha indiscutibilmente bisogno di un rinnovamento. La velocità con cui il progetto è crollato , però, deve far riflettere . In ogni progresso volto a migliorare quello esistente è importante che il beneficio sia per tutti e non solo per chi l'ha pensato. Dobbiamo creare una cultura dello sport, quindi anche del calcio, ma non dobbiamo mai dimenticare che il mondo del pallone appartiene alle persone".