Australia, la storia di Josh Hope: dalla partita contro la Juventus allo stop al calcio per i troppi insulti social

Josh Hope, ventiduenne australiano che giocava nel Melbourne Victory, ha avuto anche l’occasione di affrontare la Juventus nella ICC e sembrava avere un futuro nel mondo del calcio. L’imperfetto è il tempo giusto, perchè l’attaccante ha appena deciso di prendersi una pausa a causa dei troppi insulti ricevuti sui social.

di Redazione Il Posticipo

I social network permettono a molti tifosi di avere un rapporto con i propri beniamini che una volta era impensabile. Ora, attraverso un semplice commento, si ha la possibilità di far sapere direttamente ai calciatori (e agli allenatori) cosa si pensa di loro. E magari da una semplice frase o domanda può nascere uno scambio di opinioni, qualcosa che certamente può far felice un tifoso. L’altro lato della medaglia però sono gli insulti. Un qualcosa che sui social ormai è quasi la norma, al punto che i calciatori ci hanno fatto il callo e, salvo alcuni casi, neanche rispondono più a chi ce l’ha con loro.

PAUSA – Ma c’è anche chi questa forza mentale non ce l’ha e prende decisioni pesanti. È il caso di Josh Hope, ventiduenne australiano che giocava nel Melbourne Victory, nella A-League. Un ragazzo che ha avuto anche l’occasione di affrontare la Juventus nella International Champions Cup e che sembrava avere un futuro nel mondo del calcio. L’imperfetto è il tempo giusto, perchè l’attaccante ha appena deciso di prendersi una pausa proprio a causa dei troppi insulti ricevuti sui social. Un qualcosa a cui non ha saputo rispondere, se non abbandonando per un po’ lo sport che ha amato sin da quando era un bambino. Una storia assurda, che Hope ha raccontato a Sportbible nella speranza che possa servire da esempio.

INCUBO – Un incubo durato 18 mesi e iniziato quasi per caso. “Ho fatto un fallo da rigore. Succede, ma dopo la partita ho ricevuto parecchi messaggi social, tutti negativi. Gente che mi minacciava di morte se lo avessi fatto di nuovo. E nasce un circolo vizioso, perchè sei così spaventato dal fare uno sbaglio che non riesci a giocare bene. E quando ti insultano così tanto, la gente si fa un’idea di te che non cambia anche se poi fai buone partite”. Una situazione che lo ha portato a decidere di smettere. “All’inizio era ansia, poi ho capito che c’era di più. Sono arrivato al punto da odiare la cosa che ho amato di più in vita mia. Ed è una cosa devastante”. L’intenzione però è quella di ricominciare: “Non mi ritiro. E voglio tornare a giocare. Anche se non so quando avverrà”. La speranza è che avvenga presto, anche per dare un messaggio forte…

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