Australia, gli incendi mettono in pericolo anche i calciatori: “Giochiamo con 38 gradi e un’aria irrespirabile, è come fumare 50 sigari…”

Australia, gli incendi mettono in pericolo anche i calciatori: “Giochiamo con 38 gradi e un’aria irrespirabile, è come fumare 50 sigari…”

Per l’Australia non è affatto un momento facile. Gli incendi che si estendono in tutto il paese fanno pagare pegno anche al calcio. I giocatori sono costretti a scendere in campo in condizioni climatiche pazzesche. E ora temono anche per la loro salute…

di Redazione Il Posticipo

Per l’Australia non è affatto un momento facile. Gli incendi che si estendono in tutto il paese, alimentati da un caldo soffocante, sono già costati la vita a parecchie persone e stanno facendo strage di animali. E anche il calcio paga pegno, come racconta Alexander Baumjohann. Il centrocampista tedesco gioca con il Sydney FC e in un’intervista a Radio Marca ha spiegato che i giocatori sono costretti a scendere in campo in condizioni climatiche pazzesche. E che ora temono anche per la loro salute.

CONDIZIONI TERRIBILI – “È un momento molto triste in Australia. Anche per noi calciatori, perchè il campionato non si ferma e non viviamo una situazione semplice. Gli incendi sono molto forti e molto vicini alle città in cui giochiamo. Sabato scorso siamo scesi in campo con 38 gradi e con un’aria irrespirabile. Era come fumare 50 sigari tutti assieme”. Alla fine il Sydney FC ha vinto per 2-1 il match casalingo contro l’Adelaide United, ma al momento la classifica, che pure vede la squadra di Baumjohann in vetta al campionato, è l’ultimo dei problemi. E anche quando l’argomento si sposta sulla vita fuori dal campo, la situazione degli incendi non può che preoccupare.

VITA QUOTIDIANA – “A casa non possiamo neanche accendere l’aria condizionata, perchè quello che entra da fuori non è certo salutare. Ho due figlie e adesso sono in vacanza, ma hanno già chiuso le scuole per cinque giorni a causa di questa storia. Tutti i miei amici e la mia famiglia sono molto preoccupati per quello che si vede in televisione. Noi stiamo bene, ma gli animali no. Ed è una tristezza enorme vedere come stanno morendo”. Un momento terribile, che colpisce un paese dove il calcio si sta sviluppando e dove chi decide di trasferirsi rischia di trovarsi assai bene. “Se non fosse per questi incendi, direi che la vita in Australia è perfetta. Il calcio sta crescendo molto”. Peccato che ora al pallone, per forza di cose, ci stiano pensando tutti un po’ meno…

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