Aumentano le polemiche sulla finale di Europa League a Baku: un report UEFA del 2017 dice che…

Aumentano le polemiche sulla finale di Europa League a Baku: un report UEFA del 2017 dice che…

Le già tantissime polemiche sulla finale di Europa League a Baku vengono alimentate di nuovo. E per assurdo, stavolta, è la federazione stessa a gettare benzina sul fuoco involontariamente. Due anni fa, la città non era considerata pronta per ospitare un evento del genere. Cosa è cambiato?

di Redazione Il Posticipo

La questione legata all’assenza forzata di Mkhitaryan, l’assegnazione di pochissimi posti per i tifosi da parte della UEFA, il pessimo collegamento aereo tra Inghilterra e Azerbaijan e la scarsa capienza di aeroporto e strutture alberghiere di Baku stanno creando non poche polemiche in questi giorni di vigilia della finale di Europa League. La polemica non ha coinvolto solo Arsenal e Chelsea ma, indirettamente, interessa tutte le squadre europee che puntano a disputare una finale continentale nelle prossime edizioni. Giusto dare a tutti i tifosi d’Europa la possibilità di assistere dal vivo a certe manifestazioni, ma è pur vero che dovrebbe essere tutelata la possibilità dei tifosi di seguire la propria squadra. Questo dovrebbe essere il compito della UEFA. E per assurdo è la federazione a gettare benzina sul fuoco involontariamente.

BENZINA SUL FUOCO – Come riporta Sportbible, fino al 2017 la UEFA si era opposta alla candidatura dello Stadio Olimpico di Baku per la partecipazione all’assegnazione delle finali europee. Tra le motivazioni della UEFA, riportate all’epoca dal Daily Mail, c’erano vari punti di incompatibilità con la kermesse calcistica: “Il numero di stanze d’albergo in un raggio di 60km dallo stadio è carente rispetto ai prerequisiti per una finale di Champions League e la città potrebbe garantire una sistemazione solo a un numero davvero limitato di tifosi e sponsor nelle strutture alberghiere. Dovranno essere valutate strutture come campeggi, dormitori universitari e foresterie varie“. Insomma, scomodare le università potrebbe essere anche un po’ troppo. Da sottolineare, poi, il dato inquietante della difficoltà di entrambe le squadre a vendere i biglietti proprio a causa della semi-impossibilità di raggiungere Baku da Londra.

DOMANDE – Qualora fosse confermata l’opposizione della UEFA alla candidatura di Baku per la finale di Champions del 2017, bisognerebbe porgersi alcune domande: cosa è cambiato, non solo nello stadio della città ma nella città stessa negli ultimi due anni? Nulla o poco più. Ma allora l’Europa League è una competizione di serie B? Sì, ovviamente, di serie B rispetto alla Champions almeno ma è pur vero che i criteri UEFA per la messa a disposizione dello stadio per le finali non possono essere troppo distanti per l’organizzazione di eventi che, sebbene di livello diverso, attirano, più o meno lo stesso interesse. Senza considerare che nel 2020 Baku ospiterà anche quattro partite di Euro 2020, compreso un quarto di finale. Si ripeteranno gli stessi problemi? I tifosi del Vecchio Continente sperano davvero che non sia così…

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