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Auguri a Vardy, che stava per mollare tutto…per fare l’animatore a Ibiza: “Mi sembrava un’ottima idea!”

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Il nome di Jamie Vardy, che compie 35 anni, è inciso a fuoco nella storia della Premier League. E dire che all'inizio della sua avventura con le Foxes, aveva pensato di mollare tutto per andare a fare l'animatore a Ibiza!

Redazione Il Posticipo

Il nome di Jamie Vardy, che compie 35 anni, è inciso a fuoco nella storia della Premier League e del calcio inglese per diverse ragioni. Prima su tutte, l'incredibile cavalcata del Leicester di King Claudio Ranieri, che nella stagione 2015/16 ha compiuto forse l'impresa più impossibile della storia dei grandi campionati andando a vincere il campionato anche grazie alle reti del bomber di Sheffield. Che qualche anno dopo si è anche tolto la soddisfazione di laurearsi capocannoniere del torneo, anche se stavolta il trofeo della Premier non è tornato al King Power Stadium. E poi Vardy ha anche realizzato uno dei sogni di qualsiasi ragazzino inglese che ami il calcio: vestire la maglia coi Tre Leoni sia a Euro 2016 che a Russia 2018. E pensare che poteva finire...a Ibiza.

MOLLARE TUTTO - A raccontare questa storia è Ben Marshall, ex ala del Leicester, al podcast Under The Cosh. Erano tempi in cui i due erano molto più giovani, considerando che si sono incontrati con la maglia delle Foxes nella stagione 2012/13, con il club ancora in Championship. E all'epoca Vardy non era poi così convinto che il calcio potesse essere il suo futuro, al punto da considerare eccome una carriera alternativa. "Mi ricordo quando diceva che avrebbe mollato tutto e se ne sarebbe andato via. Aveva un'offerta per andare a fare l'animatore a Ibiza. Chiedeteglielo, ve lo dirà lui stesso".

IBIZA -Detto, fatto. Qualche tempo fa, il bomber del Leicester ha parlato con il DailyMail...e ha confermato tutto. "Trasferirmi a Ibiza all'epoca sembrava una buona idea. Anzi, un'ottima idea. Ma grazie a Dio non l'ho fatto. Era uno di quei momenti strani, non ero mai stato in un ambiente come quello della Championship, avevo problemi ad adattarmi, i risultati e i gol non arrivavano come volevo. E sono cose che ti fanno pensare. Quindi ho parlato con Nigel Pearson e gli ho addirittura chiesto di lasciarmi tornare in prestito al Fleetwood, perchè lì le cose mi erano andate bene. Ma lui mi ha detto che ero abbastanza bravo e che se mi fossi dato da fare avrei potuto giocare anche a un livello molto più alto. A quel punto ho capito che credeva in me e tutto è andato bene". Molto molto bene, verrebbe da dire...