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Aubameyang, terrore a Barcellona: minacciato e aggredito dai ladri in casa

Aubameyang, terrore a Barcellona: minacciato e aggredito dai ladri in casa - immagine 1
Brutta esperienza per il centravanti.

Redazione Il Posticipo

Attimi di terrore, quelli vissuti da Pierre-Emerick Aubameyang nella nottata di Barcellona. Il calciatore, come riportato da El Pais, è stato vittima di una rapina violenta a mano armata all'interno della sua abitazione.

LADRI

L'episodio di cronaca si è consumato all'incirca un'ora dopo la mezzanotte.  nella casa del calciatore a Castelldefels dove molti calciatori hanno stabilito la loro residenza. Secondo la ricostruzione fornita al di là dei Pirenei, diversi uomini incappucciati, (si parla di almeno sei malviventi) sono riusciti ad intrufolarsi scavalcando il giardino e poi arrampicandosi sino a raggiungere il calciatore gabonese che era con sua moglie. La coppia è stata minacciata con armi da fuoco, ed Aubameyang è stato prima minacciato e poi colpito con una sbarra di ferro. L'obiettivo dei ladri era la cassaforte, contenente diversi gioielli di grande valore.

INDAGINI

La moglie del calciatore ha denunciato la sua versione dei fatti alla Polizia. I malviventi, una volta portato a segno il colpo, sono fuggiti a bordo di una Audi A3. Non è la prima volta, purtroppo, che i calciatori  sono presi di mira dalle bande che riescono a entrare sin dentro le abitazioni anche se di solito questo tipo di azioni sono compiute quando c'è una ragionevole certezza di non trovare nessuno in casa. Aubameyang si unisce così a una lunga lista di colleghi che hanno subito un furto.

Aubameyang, terrore a Barcellona: minacciato e aggredito dai ladri in casa - immagine 1

PRECEDENTI

A Barcellona era successo anche a Boateng e ad Arthur. La Polizia ritiene che si tratti di gruppi di persone perfettamente organizzate e che potrebbero anche essere a conoscenza di movimenti ed orari dei calciatori anche da "talpe" più o meno insospettabili. La polizia, per prevenire i furti, ha anche raccomandato ai giocatori e alle loro famiglie di pubblicare meno foto possibili fra le propria mura sui propri profili perché anche i social rappresentano una fonte di informazioni.  "Passano la giornata a tuffarsi nelle reti per scoprire i dettagli della vita dei giocatori e delle loro famiglie, tutti i dati possono essere rilevanti", affermano gli investigatori, che scoraggiano l'uso di questi profili pubblici.