Aubameyang, la promessa Real al nonno e i dubbi del dirigente: “Troppo altruista”

Aubameyang, la promessa Real al nonno e i dubbi del dirigente: “Troppo altruista”

Aubameyang ha tutte le caratteristiche per giocare ovunque, persino al Real Madrid. Sven Mislintat, ex uomo chiave del mercato dell’Arsenal soprattutto nell’affare che lo ha portato a Londra, però, spiega perché tutto questo difficilmente possa succedere.

di Redazione Il Posticipo

Pierre-Emerick Aubameyang è considerato uno dei migliori attaccanti. Ha corsa, tiro, assist, dribbling, visione di gioco, intuito e posizionamento. Gioca in una squadra di straordinaria tradizione come l’Arsenal ma avrebbe tutte le carte in regola per giocare ovunque. Anche al Real Madrid: perchè lui aveva promesso a suo nonno che avrebbe finito per giocarci, come raccontava sua madre qualche tempo fa. Sven Mislintat, ex uomo chiave del mercato dell’Arsenal soprattutto nell’affare che lo ha portato a Londra, però, spiega perché tutto questo difficilmente possa succedere.

TROPPO VAGO – Mislintat spiega a The Athletic le motivazioni del suo mancato passaggio al Real Madrid nonostante fosse già apprezzatissimo prima di sbarcare all’Arsenal. “Un attaccante come Neymar o Aguero, per esempio, non avrebbe mai lasciato calciare un rigore a Nicolas Pépé per segnare il suo primo gol. Avrebbero pensato ‘Andiamo, lo tirerò io e nessun altro’. Auba ha dato questa opportunità a Pépé. Il suo istinto gli ha detto: ‘Segniamo e andiamo avanti insieme’. Insomma, si prende cura dei suoi compagni di squadra“. Dunque, poco egoismo. Che in questo caso…non aiuta.

TROPPO POCO… – Resta da capire quale sia il legame fra l’aneddoto e il Real Madrid. Ecco la spiegazione: “Auba, da quando è arrivato all’Arsenal, ha giocato dove gli veniva detto che c’era bisogno. Ha aiutato specialmente Lacazette ad adattarsi alla Premier League. Forse questa attitudine gli è costata la possibilità di giocare per club come Real Madrid o Barcellona ma forse sono stati questi club a sbagliare non facendosi sotto per lui. Mi piace il suo approccio mentale, è ottimo per la squadra“. Insomma, se Aubameyang non fosse stato così umile avrebbe potuto ottenere di più? Probabilmente no. Perché il suo carattere è quello lì, quello che l’ha reso il campione che è.

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