Atletico, Koke: “Dopo mesi in casa abbiamo bisogno soprattutto di normalità”

L’ Atletico Madrid e Koke alla ricerca della quotidianità. I colchoneros tornano a vivere e pensare da squadra dopo mesi di isolamento, sebbene in condizioni particolari.

di Redazione Il Posticipo

L’ Atletico Madrid e Koke alla ricerca della normalità. I colchoneros tornano a vivere da squadra dopo mesi di isolamento, sebbene in condizioni particolari. E il capitano, come riportato da Mundo Deportivo ha parlato dopo moltissimo tempo. Un primo ritorno alla quotidianità

ISOLAMENTO – Koke ha vissuto l’isolamento con serenità: “È chiaro che in questo periodo ciò che puoi perdere di più è la sensibilità nel tocco della palla.  Come calciatore ho solo pensato di prepararmi bene per tornare alla normalità. Tutto questo tempo senza calcio, senza giocare o guardarlo, è complicato. Ci siamo preparati al meglio delle nostre capacità di tornare nel migliore dei modi ed essere in grado di intrattenere le persone nelle loro case fino a quando gli stadi non potranno riaprire”. Fissati anche gli obiettivi. “La nostra filosofia è e rimane quella “match to match”. Il primo è quello di San Mamés , contro l’ Athletic , per cercare di vincerlo e recuperare a poco a poco le posizioni per essere in Champions League. Speriamo che questa stagione possa finire e noi siamo lì, dove tutti vogliamo arrivare”.

NORMALITÀ – Koke si sofferma sulle difficoltà della ripresa. “Giocheremo a porte chiuse, sarà strano. Senza la nostra gente sarà complicato. Speriamo che questa situazione sia più breve possibile.  Abbiamo avuto un lungo periodo di incertezza, passando due mesi rinchiusi in casa. Adesso andiamo passo dopo passo: prima i test, quindi l’allenamento individuale.  Sappiamo di dover prendere molte precauzioni per proteggerci al massimo. Nel mio caso,  ho un bambino piccolo, faccio del mio meglio. Devo avere molta cura di me stesso, prendere ogni forma di precauzione. Credo che sia  necessario tornare alla normalità. E seguire i protocolli  in modo che non ci siano più infetti. Anche perché  tutto il mondo, e non solo noi, penso voglia e abbia bisogno di tornare alla vita di tutti i giorni”.

 

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