L’evoluzione del Papu Gomez: da primo ballerino a coreografo

L’evoluzione del Papu Gomez: da primo ballerino a coreografo

Per l’Atalanta continua il sogno europeo, Gomez non balla più da solo e impartisce lezioni: Cristante è il primo della classe. Le spese le paga l’Everton di Rooney e Gasperini se la ride.

di Riccardo Stefani

Era quasi un mese che non si rideva così di gusto ma i ragazzi di Gasperini, memori della cavalcata della scorsa stagione e del 3 a 0 rifilato all’Hellas Verona, sono tornati alla vittoria. Roboante. Qual è però la chiave di lettura? L’anno scorso, l’esplosione di Conti e Spinazzola, la consacrazione di Kessié, la maturazione di Toloi e la sorpresa Berisha hanno dato alla Dea la solidità che cercava Gasperini. E mentre questi e tutti gli altri interpreti imparavano ad allestire la scenografia di una squadra solida, la perpetua ed elegante danza di Alejandro Dario Gomez completava il tutto con le sue scorribande e le azioni individuali. La squadra aveva imparato a vivere di ciò e a giocare per il Papu. Ma ora la situazione è cambiata.

Papu Gomez cambia volto

La maturità calcistica non si raggiunge quando si fanno tanti gol e nemmeno quando si cercano e si trovano meravigliose azioni personali. La maturità, quella vera, si ottiene quando pur avendo le qualità per potersi atteggiare da ‘prima donna’ si decide di mettersi a disposizione della squadra. Lo scorso anno, come una sorta di rodaggio, l’Atalanta aveva bisogno di giocare per Gomez, liberargli gli spazi e mandarlo al tiro. Ma perché? Fondamentalmente perché Gasperini aveva bisogno di valorizzare gli altri giocatori dandogli un “obiettivo facile”. Oggi il coefficiente di difficoltà può salire, quindi il Papu può sentirsi più libero di ballare fuori dagli schemi, senza essere ingabbiato in geometrie particolari. Ora può a mettersi a disposizione della squadra: un po’ come passare da primo ballerino a coreografo.

Il professor Papu

Da buon professore, lo scorso anno ha impartito le lezioni ed i suoi compagni in questa stagione stanno sottoponendosi all’esame finale. Gomez continua a suggerire risposte, a fare domande alle quali sa perfettamente che i ragazzi sapranno rispondere, evidenziando i loro pregi e cercando di velarne le mancanze. Ma quando vede che la classe ha bisogno di una spiegazione supplementare, non si fa desiderare. Questo è evidente proprio nel confronto con l’Everton. Sì, vinceva ma già dalla fine del primo tempo l’Everton stava riprendendo campo. Il Papu fa suonare la campanella: la ricreazione è finita, si torna in classe. Da lì in poi l’Atalanta non molla un centimetro e dà altri quattro baci della buonanotte allo stordito club inglese.

Cristante, lezioni private

C’è un compagno che pare stia beneficiando più degli altri degli insegnamenti del professor Papu: Bryan Cristante. L’italo-canadese in prestito dal Benfica sta imparando molto nelle proiezioni offensive e negli inserimenti, tanto da aver siglato già ben 7 reti, mentre nell’intera scorsa stagione era andato a segno solo tre volte. I numeri saranno pur cinici, ma rappresentano dei fatti inoppugnabili. Il ragazzo aveva aperto la pratica Everton all’andata e l’ha chiusa al ritorno con una doppietta. E gli spazi per gli inserimenti non si creano da soli: in genere è proprio Gomez a verticalizzare, cercando la sponda in Petagna e l’inserimento di Cristante, o chi per lui, dalle retrovie.

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