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Atalanta, Marino: “Non capisco il pessimismo, stagione positiva anche senza Europa. Gasp come Sacchi”

Umberto Marino, direttore generale dell’Atalanta, fresco di rinnovo contrattuale con la Dea sino al 2024 ha parlato della stagione in corso e delle prospettive della squadra che presumibilmente sarà ancora di Gasperini. Le sue dichiarazioni...

Redazione Il Posticipo

Umberto Marino, direttore generale dell'Atalanta, fresco di rinnovo contrattuale con la Dea sino al 2024 ha parlato della stagione in corso e delle prospettive della squadra che presumibilmente sarà ancora di Gasperini. Le sue dichiarazioni sono riprese dall'Eco di Bergamo. 

EUROPA - Il dirigente non dà ancora per finito il campionato. Anzi. "L'aritmetica ci dice che il piazzamento per le prossime competizioni internazionali è ancora alla portata e io ci credo fortemente. Ci restano ancora tre partite da giocare e in tutte daremo il 1000 per mille. Il nostro gruppo ha sempre creduto fortemente in questa squadra e produrrà il massimo sforzo per ottenere un risultato prestigioso. Ci siamo chiesti tutti cosa sia successo dopo in girone d'andata da record e non credo di debba banalizzare indicando solo uno o due motivi. Occorre individuare tutte le concause. In ogni caso la squadra la stagione resta di altissimo livello. L'Atalanta ha giocato un quarto di finale di una Coppa Europea ed è ancora in lotta per un piazzamento che garantisca l'Europa. Non vedo le ragioni su cui poggiare questo pessimismo cosmico espresso da qualcuno. Il giudizio resta largamente positivo, forse non ci rendiamo conto".

PROSPETTIVE - Tanta carne al fuoco per il futuro. Gasperini, il cambio di proprietà, l'incertezza legata al piazzamento europeo. Marino fa chiarezza. "Fra l'Atalanta e il suo tecnico c'è grande simbiosi. Il nostro allenatore è paragonabile per idee e cultura del lavoro e per quanto ha fatto per il calcio italiani è paragonabile ad Arrigo Sacchi. Per il futuro, non ci sono promesse, ma scelte oculate insieme al mister, per rafforzare questo organico, valorizzando anche i giovani che continuamente escono dal vivaio. La qualificazione o meno alle prossime competizioni europee non incideranno, perché la proprietà è guidata in senso organizzativo e decisionale da Antonio e Luca Percassi che hanno condiviso le linee strategiche con Pagliuca che è un uomo di sport e sa benissimo che nelle competizioni si può vincere o perdere. L'importante è ripartire e aver maggior determinazione per rimanere a certi livelli".