Atalanta, la Generalitat Valenciana lancia l’allarme: “Bergamo è in Lombardia, non sappiamo se la squadra potrà muoversi e venire qui”

Atalanta, la Generalitat Valenciana lancia l’allarme: “Bergamo è in Lombardia, non sappiamo se la squadra potrà muoversi e venire qui”

In Italia è emergenza Coronavirus anche nel calcio. Ma che succede per le squadre che devono andare all’estero? L ‘Atalanta, che il 10 marzo giocherà il ritorno degli ottavi di Champions a Valencia. O almeno dovrebbe farlo. La vicinanza di Bergamo alle zone contagiate rischia di creare qualche problema…

di Redazione Il Posticipo

In Italia è emergenza Coronavirus anche nel calcio, con tanto di richiesta di giocare la prossima giornata a porte chiuse. Ma che succede per le squadre che devono andare all’estero? Il Barcellona è venuto a Napoli, tra mille precauzioni, mentre la Juventus giocherà a Lione, dove però potrebbero esserci problemi per i tifosi al seguito. Discorso ancora diverso per l’Atalanta, che il 10 marzo giocherà la partita di ritorno degli ottavi a Valencia. O almeno dovrebbe farlo, perchè il fatto che la città di Bergamo sia in Lombardia, la regione più colpita dai casi del virus, rischia di creare qualche problema, come riportano fonti ufficiali spagnole.

VALUTARE – Dalle sue dichiarazioni a Onda Cero, Hermenegilda Vanaclocha, vicedirettrice di Epidemiologia e Vigilanza della Salute della Generalitat Valenciana, non è poi così certa che l’Atalanta, intesa come squadra e staff tecnico, possa lasciare l’Italia in caso di ulteriore espansione del contagio. “Non sappiamo sinceramente se potranno muoversi e venire qui. È la squadra di Bergamo? Quindi è in Lombardia. Da qui al 10 marzo passeranno molti giorni. Se me lo aveste chiesto la settimana scorsa avrei risposto molto diversamente. Si valuterà la questione con le due squadre, con il Ministero della Salute e vedremo cosa accadrà. Vero, ora a Bergamo non c’è nulla, ma resta da vedere, perchè la città è in Lombardia, non in altre zone d’Italia”.

TIFOSI – E a Valencia si discute anche dei 2300 tifosi che sono venuti a Milano, per il timore che qualcuno sia stato contagiato. “Daremo loro un foglio informativo spiegando quello che devono fare, ma ovviamente il modo migliore per fare arrivare le informazioni a quelli che sono andati a una partita è attraverso il club stesso, che può raggiungerli in maniera più semplice. Non li visiteremo, ma daremo loro istruzioni per mettersi in contatto con noi se dovesse succedere qualcosa, per valutare la loro situazione e dire loro se sono a rischio oppure no”. Insomma, il Coronavirus continua a influire sul calcio. E neanche le coppe europee sono al sicuro.

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