Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Atalanta, armata del gol in Champions: una squadra da 10 (marcatori) e lode

La Dea è una... armata che fa tremare l'Europa. Il suo cammino è contraddistinto dai record: ben dieci marcatori differenti nelle sei partite in cui ha trovato il gol.

Riccardo Stefani

Con la partita di San Siro, l'Atalanta raggiunge un'altra pietra miliare. Sì, perché la Dea non si accontenta di giocare la sua prima fase a eliminazione diretta della Champions League travolgendo il Valencia e mandando per la prima volta in rete Hateboer, e per due volte, nell'Europa che conta.  A Milano, si supera di gran lunga la sufficienza: 6, 7, 10 e 11. I numeri chiave di questa Champions nerazzurra finora: 6 partite con almeno un gol sulle 7 giocate. Dieci marcatori diversi e 11 gol totali.

CRONACA - Insomma, quest'Atalanta sembra proprio essere cresciuta. Eppure, la Champions non era cominciata proprio benissimo. Il 4-0 rimediato contro la Dinamo Zagabria faceva presagire un'esperienza drammatica. Ma il buongiorno non si vede sempre dal mattino. Con lo Shakhtar cambia poco: si perde con meno scarto ma almeno si va in rete con Duvan Zapata che trova il primo storico gol in Champions della Dea. Il percorso trova un altro bell'ostacolo nel City di Guardiola con il quale finisce 5-1 con l'unico gol bergamasco segnato su rigore da Malinovskyj. Un po' di respiro e si torna in Italia dove si pareggia con il City con il gol di Pasalic e poi le rivincite contro Dinamo Zagabria (in gol Muriel e Gomez) e l'impresa in casa degli ucraini firmata da  Castagne, Pasalic e Gosens.

STRAORDINARIA - Finiti i gironi e qualificati con una grande festa, si torna dopo un po' di riposo europeo a San Siro contro il Valencia dove arrivano i gol di Hateboer, Ilicic e Freuler. Sì, perché gli unici giocatori nerazzurri ad aver segnato più di una rete in Champions sono proprio Pasalic con i gol a City e Shakhtar e Hateboer con la doppietta al Valencia. Anche se Hateboer ha rischiato di lasciar solo il croato ancora per un po', visto il VAR check sul presunto fuorigioco di Ilicic sugli sviluppi dell'azione che ha portato al suo secondo gol. Il resto dei dati racconta di una squadra straordinaria che sa andare in gol con la maggior parte dei suoi interpreti e non mostra di aver paura quando le cose si fanno serie.