Asprilla racconta una proposta indecente: un narcotrafficante gli ha chiesto il permesso… di uccidere Chilavert

La rissa tra Asprilla e Chilavert, avvenuta nel 1997 in un match tra Colombia e Paraguay, è passata alla storia, ma rischiava di farlo ancora di più. L’ex Parma spiega che la questione poteva non finire in campo. E che il portiere che segnava le punizioni, in fondo, gli deve…la vita.

di Redazione Il Posticipo

In campo, come nella vita, quando delle personalità forti collidono, i risultati possibili sono due. O ci si trova, instaurando un rapporto di amicizia, oppure…ci si odia. Nel caso di Faustino Asprilla e Josè Luis Chilavert, non certo due calciatori qualunque, è andata nella seconda maniera. Il loro diverbio avvenuto nel 1997 in un match tra Colombia e Paraguay è passato alla storia, ma rischiava di farlo ancora di più. Nel documentario che gli ha dedicato Telepacifico, intitolato “Faustino El Grande”, Asprilla spiega che la questione poteva non finire in campo. E che il portiere che segnava le punizioni, in fondo, gli deve…la vita.

“AMMAZZIAMO CHILAVERT” – La storia è celebre. Minuto 79, Tino e Luis vengono alle mani e la rissa, neanche a dirlo, coinvolge tutti, comprese le panchine e gli spettatori sugli spalti. L’arbitro espelle entrambi, ma gli animi non si placano. E, racconta Asprilla, in un hotel di Asuncion, qualcuno fa una proposta davvero indecente. Un narcotrafficante invita il calciatore ex Parma e il compagno di nazionale Víctor Hugo Aristizábal. E Tino ricorda che il criminale gli ha spiegato che, volendo, Chilavert poteva non passarla liscia. “Abbiamo bisogno che voi ci diate l’autorizzazione per far sì che due persone restino qui ad Asuncion, perchè vogliono andare ad ammazzare quel ciccione di Chilavert”.

INTERCESSIONE – Il che può sembrare una minaccia esagerata, quasi fatta per scherzo. Ma visti i rapporti tra calcio e criminalità nel Sudamerica degli anni Novanta, meglio prenderla sul serio. E quindi Asprilla decide che non se ne parla: “Cosa? Ma siete pazzi? Sarebbe un problema per il calcio colombiano e non può essere, nel calcio quello che succede in campo resta in campo!”. E quindi alla fine Chilavert può continuare a giocare tranquillo, grazie all’intercessione di Tino. “È stata una situazione complicata, non poteva succedere una cosa del genere”. In realtà, dati i precedenti, non era così improbabile che accadesse. Ma per fortuna l’ex Parma ha detto di no…

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