Ashley Cole si racconta: “I giornali mi hanno descritto come il diavolo. Mou sapeva essere spietato. E quella foto con la Roma…”

Ashley Cole è sempre stato un tipo particolare. Le sue avanzate sulla fascia sinistra hanno spaventato un paio di generazioni di esterni destri, ma anche i suoi comportamenti nella vita privata lo hanno spesso fatto finire sotto i riflettori. Ma l’inglese ha spiegato che nella vita bisogna farsi qualche risata…

di Redazione Il Posticipo

In campo e fuori, Ashley Cole è sempre stato un tipo particolare. Le sue avanzate sulla fascia sinistra hanno spaventato un paio di generazioni di esterni destri, ma anche i suoi comportamenti nella vita privata lo hanno spesso fatto finire sotto i riflettori. L’ex terzino della nazionale inglese è stato intervistato da Jamie Redknapp per il Daily Mail e ha raccontato qualcosa in più su di lui. Spiegando che nella vita bisogna saper prendere le cose con filosofia e farsi qualche risata…

DIAVOLO – Il tutto nonostante un’etichetta di bad boy che lo ha accompagnato durante tutta la carriera. Ma che per Cole è stata…provocata. “I titoli di giornale e le storie che girano creano una percezione diversa di me da parte della gente. E onestamente, tutto questo mi ha cambiato molto. Ero un ragazzo timido, educato e silenzioso. Aiutavo il magazziniere dell’Arsenal, se qualche giocatore lasciava la maglia a terra io la prendevo e la mettevo nel cesto dei panni sporchi. Era una cosa di pochi secondi e dimostrava il mio rispetto. Ma i giornali mi hanno descritto come il diavolo e io mi sono messo sulla difensiva, non permettendo a nessuno di avvicinarsi a me”.

RIDERE – Il che comunque non ha impedito a Cole di divertirsi molto. E di prendersi un po’ in giro, come in alcuni casi celebri. Indimenticabile la foto di inizio stagione con la Roma, con l’inglese che sembra…capitato lì per caso. “Bisogna saper ridere di se stessi, come per quella foto di squadra alla Roma o quando Cristiano Ronaldo con un dribbling mi ha fatto fare la spaccata in campo. Ma ammetto di essermi un po’ chiuso a riccio per parecchio tempo”.

MOU – Qualcuno con cui invece è meglio non scherzare troppo è Mou… “Al suo primo allenamento al Chelsea Jose aveva scritto tutto su di noi, ogni dettaglio. E ogni partita aveva un video in cui mi mostrava il calciatore che avrei affrontato. Wenger si fidava dei suoi giocatori e del fatto che avrebbero imparato dai propri errori. Con Mou non puoi fare errori o non giochi. Se non fai il tuo lavoro esce fuori il suo essere spietato: ‘ciao ciao'”. Cole, evidentemente, gli è sempre piaciuto nonostante i suoi comportamenti. Il che dice molto sul valore del calciatore…

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