Ashley Cole e il razzismo in nazionale: “Ce l’hanno con Sterling perchè è di colore. Perchè dare tutto per una nazione a cui non interessi?”

L’ex calciatore di Arsenal, Chelsea e Roma, attualmente negli USA, parla apertamente di razzismo nei confronti di alcuni calciatori, attuali e passati, dei Tre Leoni. Al momento, secondo Ashley Cole, nel mirino c’è l’attaccante del City.

di Redazione Il Posticipo

Povera nazionale inglese! Neanche il tempo di godersi la qualificazione alla Final Four di Nations League, che ricominciano le polemiche che circondano la squadra di Southgate. Dopo le accuse di Rooney, che ha detto che le vecchie glorie dei Tre Leoni sono “gelose” del successo dei ragazzi che sono arrivati anche al quarto posto del mondiale di Russia. E ora parla proprio una di quelle vecchie glorie, Ashley Cole, che ha al suo attivo ben 107 partite con la maglia della Nazionale. Le sue dichiarazioni, riportate dal Daily Mail, arrivano in un documentario, “Out of their skin”, che parla della carriera in nazionale dei calciatori inglesi di colore negli ultimi quarant’anni.

STERLING – L’ex calciatore di Arsenal, Chelsea e Roma, attualmente negli USA, parla apertamente di razzismo nei confronti di alcuni calciatori, attuali e passati, dei Tre Leoni. Al momento, secondo Ashley Cole, nel mirino c’è Sterling. “Non mi pare che ci siano problemi con qualcun altro, tranne che con Raheem. Con lui le critiche e i boo sono diversi, si nota. E sono arrivato alla conclusione che il motivo possa essere uno solo: il colore della sua pelle”. Al contrario di Cole, che riceveva parecchie critiche e anche qualche boo di troppo anche (e forse soprattutto) per il suo comportamento fuori dal campo non proprio irreprensibile.

LASCIARE LA NAZIONALE – Ma anche lui, a causa del trattamento ricevuto dai tifosi, ha pensato di lasciare la nazionale. “Pensavo ‘ehi, ma ce l’hanno con me? Ho solo perso palla!’. E in quel momento ho pensato fosse finita per me. Perchè dare tutto per una nazione a cui non interessi? Per me, non era più calcio, ecco perchè volevo dire basta”. Alla fine, però, non è andata così. “Ho giocato più di 100 partite per l’Inghilterra, per il mio paese. E credo di essere il primo calciatore di colore a raggiungere questo traguardo, è una cosa magnifica. Ho rappresentato il mio paese in diversi tornei internazionali e non ho mai tirato la gamba indietro”. Il che non ha impedito qualche boo di troppo, anche nonostante Cole sia stato capitano. Ma del resto, come dimostra il caso Bonucci, a volte non basta neanche rappresentare il proprio paese…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy